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Ettore e Nathan erano appassionati di tutto ciò che correva su ruote, due, tre o quattro che fossero non aveva importanza, e ogni occasione era buona per trasformare il salone in una pista per giocare e sfidarsi a chi avesse il campione più veloce. Soprattutto durante le feste, perché avevano tutto il tempo libero per giocare insieme, e anche per farsi sgridare dalla mamma quando per campione sceglievano un addobbo dell’albero di Natale. “Non lo facciamo più!”, promettevano e rinnovavano quella promessa almeno tre o quattro volte alla settimana.
Quel pomeriggio la sfida si prospettava piuttosto impegnativa, soldatino a cavallo contro esploratore a bordo della navicella spaziale. Montarono le rotaie del trenino per creare un percorso e qua e là sistemarono un po’ di ostacoli costruiti con i mattoncini colorati. Oltre il lago ghiacciato, ottenuto con i cubetti di ghiaccio messi tutti vicini sul pavimento, c’era in palio un omino di pan di zenzero. “Pronti? Via!”. E la sfida partì. I due bambini si lanciarono carponi sul pavimento dandosi qualche spallata e incitando i loro eroi mentre li spingevano, furono pari per tutto il primo giro e alla fine iniziarono a farsi il solletico per distrarsi a vicenda.
Arrivati a metà del secondo giro, però, la situazione cambiò. Ettore, con le ginocchia bagnate, scivolò sull’acqua del lago ormai sciolto e il suo cavaliere in sella rotolò lontano da lui. Il fratello guadagnava terreno velocemente e a breve lo avrebbe anche superato. Il bambino si guardò intorno pensando rapidamente ad una soluzione e afferrò la prima che gli capitò a portata di mano, una renna con la sciarpa alla guida di un aeroplanino rosso e verde che dondolava su un ramo dell’albero. Mise immediatamente la renna in pista, poi la lanciò fino al traguardo, guardandola scivolare, mentre raggiungeva il biscotto di pan di zenzero pochi secondi prima del fratello. “Sì!”, gridò alzando le braccia al cielo. La renna vittoriosa continuò a scivolare ancora per qualche metro. E si fermò contro una scarpa della mamma. Lei lo guardò senza parlare. “Non lo faccio più!”, promise lui.
L’addobbo natalizio della renna a bordo di un aeroplano che sorvola e gioisce delle feste
A Natale capita di alzare gli occhi verso l’alto, magari perché una stella si accende all’improvviso, e allora un desiderio si è realizzato, o perché un fiocchetto di neve danza fino a posarsi sul nostro naso. Oppure perché, in cerca di un istante di meraviglia inaspettata, i nostri occhi incontrano la renna volante Sognatrice di Nuvole.
A bordo del suo biplano rosso con le ali verdi non c’è luogo in cui non possa arrivare. Viene sicuramente dal freddo visto che ha l’elica tutta bianca e tanti piccoli fiocchetti di neve sono ancora sparsi su coda e fusoliera. Anche la renna Sognatrice di Nuvole, al volante, copre la pelliccia marrone con un cappottino verde e una sciarpa rossa, ma alza il musetto fiero, con i palchi di corna lisce, lanciando gli occhi oltre l’orizzonte in cerca della sua meta. Che ha appena raggiunto.
| Materiale | Metallo |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 14 cm |
| Profondità | 11 cm |
| Altezza | 7 cm |
