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Azzurra offrì a tavola i suoi biscotti di pan di zenzero appena decorati. Aveva in mente un gioco da fare con la sua famiglia, che avrebbe chiamato ‘Riconosci il tuo omino… se vuoi mangiarlo’, una sfida per ciascuno di loro a riconoscere il biscottino che più gli somigliava. Non doveva essere difficile… il papà aveva i baffi di ghiaccia marrone, la mamma una testolina piena di capelli biondi e il fiocchetto, la sorella un lecca lecca tra le mani e, già che c’era, si era divertita a creare dei distrattori, decorando alcuni dei biscotti come i personaggi natalizi appesi all’albero.
“Allora, avete capito come funziona?”. E aspettò che tutti le rispondessero ma il nonno, rapidamente, afferrò il biscotto che aveva un candy cane come bastone da passeggio e lo mangiò con gusto. “Lo considero come un sì”, disse allora Azzurra e invitò gli altri ad ammirare le sue creazioni. Forse, pensava, era stata un po’ cattiva con suo fratello, visto che l’omino che lo rappresentava era ben mimetizzato accanto ad un altro biscottino con un buffo abito a strisce bianche, rosse e verdi e il naso tondo a pallina, come l’elfetto sull’albero. Ma lui la prendeva sempre in giro, quindi un po’ lo meritava. “Questa sono io!”, gridò subito la sorella individuando il lecca lecca, il suo dolcetto preferito. “Questo decisamente non sono io”, commentò, invece, il papà indicando il biscotto paffuto, ma lo mangiò ugualmente. E, incredula, contrariamente alle sue aspettative, anche il fratello si riconobbe senza cadere nel suo tranello.
“Ci sei anche tu, non è vero?”, domandò la mamma. “Naturalmente”. E, naturalmente, il suo omino era il più carino, con la gonna rossa e le guanciotte colorite dal sorriso. “Sei questa!”, e la mamma puntò il dito sul biscotto con il cappello a strisce e il naso rosso. Seguì un momento di silenzio. Azzurra sentì il fratello trattenere una risata e vide i suoi occhi correre all’addobbo del piccolo elfo sull’albero. La mamma sembrava non capire. “Non sei tu?”. E poi indicò una foto alla parete in cui Azzurra, da piccola, posava accanto all’albero con un abito a strisce rosse, bianche e verdi, le calze verdi e un buffo cappello con il pompon rosso che le ricadeva sul naso “L’ho sempre detto che somigli ad un elfo…”, e il fratello scoppiò in una sonora risata.
L’addobbo natalizio dell’elfo in abito a strisce custode dell’allegria
Un suono brioso ci mette di un buonumore e improvvisamente ci accorgiamo che tutt’intorno suonano le note felici di una musichetta natalizia e, a far festa, manchiamo solo noi. È perché è venuto a trovarci l’elfo Blake Sunset Warrior, il più giovane, pasticcione e spensierato del Polo Nord. L’elfetto è già vestito a festa e indossa un maglioncino a strisce, con i suoi colori preferiti, pieno di lustrini luminosi che sbrilluccicano sulla pancia rotondetta e morbida. Ha calze e stivali verdi e il ciuffo bruno di capelli corti coperto da un buffo cappellino a punta con gli stessi colori dell’abito con la punta al vento. Sul visino roseo e paffuto spuntano due occhietti neri luminosi e furbetti ma, il tempo di guardarli, che già sotto la pallina rossa del naso gli è spuntato un bel sorriso. Ha in mente qualcosa, forse uno scherzetto per ricordarci che è tempo di festa. E di sorridere.
| Materiale | Stoffa |
|---|---|
| Colore | Rosso-Verde |
| Effetto | Glitter |
| Larghezza | 14 cm |
| Profondità | 6 cm |
| Altezza | 30 cm |
