Utilizziamo i cookie per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Per rispettare la nuova direttiva sulla privacy, è necessario chiedere il tuo consenso per impostare i cookie. Per saperne di più.
A Natale Monia si concedeva sempre di tornare un po’ bambina e allora si divertiva a realizzare con le sue mani qualche lavoretto che poi usava come biglietto d’auguri o segnaposto e che regalava sempre ai suoi ospiti. Erano piccole creazioni per riflettere sul significato del Natale e sulle piccole gioie quotidiane delle feste, come un dolcetto pieno di brillantini o il viso tenero e sorridente di un personaggio.
Sbadigliò. Stava ancora pensando a quale forma dare alla pasta modellabile e non si era proprio resa conto di quanto fosse tardi, finché l’orologio non batté la mezzanotte. Aveva provato e riprovato a modellare renne, pupazzi di neve, ghirlande, riuscendo solo a finire una confezione di biscotti di zenzero e a riempire di polvere grigiastra un addobbo a forma di elfo con le gambe penzoloni e il vestito rosso che pendeva da un ramo dell’albero troppo vicino alla sua scrivania. “Perché non fai una pausa?”, le chiese allora Marco. “So che l’ispirazione è letteralmente sotto i miei occhi. Mi serve solo una tazza di cioccolata calda”. Sbadigliò ancora, si stiracchiò e fece quasi cadere la sua tazza preferita con il naso rosso della renna Rudolph. E a quel punto si convinse a posare la pasta modellabile e i pennelli.
Ma tornò alla scrivania non appena si svegliò. Con un immenso stupore, pari solo a quello che aveva provato da bambina dopo aver visto Babbo Natale che la salutava da lontano, scoprì che nella forma di pasta modellabile era stato inciso il visino di un elfo con le orecchie tonde, un ciuffo di capelli sugli occhi e una ciliegina candita per naso. “Sei stato tu?”, domandò al marito. “Chi, io? Ma se non so nemmeno tenere una matita in mano! Secondo me è stato lui”, e indicò il piccolo elfo vestito di rosso. L’addobbo non era più al suo posto sul ramo, ma sedeva proprio accanto al visino appena disegnato. Monia lo colorò immediatamente con le tinte dell’elfo e poi aggiunse qualche brillantino. “Sei un vero artista”, disse poi con un sorriso.
L’addobbo natalizio dell’elfo in abito rosso ispiratore di meraviglia
A Natale capita di sgranare gli occhi per la sorpresa e allora le guance si colorano e il cuore batte un po’ più forte perché l’inaspettato è accaduto ed era esattamente ciò che desideravamo. L’elfo Victor, il vincitore delle carezze, è un esperto conoscitore dei desideri e al momento giusto li sussurra a Santa Claus perché possa esaudirli. Veste anche come Santa, coprendo il pancino morbido e voluminoso con un maglione di maglina intrecciata e una sciarpetta bianca a coste legata intorno alle spalle. Con le lunghe gambe che dondolano non avrà difficoltà a raggiungere velocemente il Polo Nord e Santa lo riconoscerà subito per il cappello di maglina con il bordo innevato e il naso rosso rotondo da ciliegina candita.
Victor ha un bel sorriso che gli spunta sul viso delicato e paffuto ed è talmente grande che va da orecchio a punta all’altro. L’espressione dei suoi occhi è dolce, seppure un po’ nascosta dal ciuffo bruno che spunta sotto il suo cappello, e furbetta. È un bimbo pronto a far festa. E ha una carezza in dono per noi.
| Materiale | Stoffa |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 14 cm |
| Profondità | 6 cm |
| Altezza | 30 cm |
