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Elettra accendeva sempre il forno all’alba nei giorni di festa e, mentre aspettava che i suoi dolcetti natalizi si dorassero e riempissero la cucina di un delizioso profumo, guardava il chiarore dell’alba che piano piano si sostituiva ai colori scintillanti delle luci natalizie della città. Qualche volta, con il naso avvolto dal filo di fumo che usciva dalla sua tazza di cioccolata, se ne dimenticava anche e bruciacchiava la testa di qualche omino di pan di zenzero a cui poi, con la ghiaccia, disegnava un fiocchetto colorato.
Mancava poco all’alba della Vigilia e la ragazza attendeva paziente con la mani gelide strette intorno alla tazza calda. Quella sera aveva infornato una teglia di piccoli pandori paffuti che poi avrebbe decorato con frutta candita e pasta di zucchero per creare Babbo Natale, renne, elfi, pupazzi di neve e tutti i personaggi natalizi che le sue nipotine amavano di più. Una volta cotti, li tirò fuori dal forno per lasciarli raffreddare, poi li dispose in cerchio su una teglia e iniziò a posare delicatamente ciliegine, more, fette di arancia candita e spolverate di zucchero filato. Non si accorgeva del tempo che passava, anche se ormai non riusciva proprio a smettere di sbadigliare, e portò sotto l’albero il vassoio con i pandori decorati solo quando ebbe finito e il sole ormai stava per sorgere.
“Che c’è per dolce?”, chiese curiosa la piccola Elisa. “Tu cosa vuoi?”. “La renna con il naso rosso”. “Io lo gnomo con il cappello a punta”. “E io…”. Elettra si inginocchiò sotto l’albero per prendere il suo vassoio. “Io il pupazzo di neve!”. E lei si accorse di aver dimenticato di decorare uno dei piccoli pandori, sul quale aveva fatto piovere lo zucchero a velo, ma aveva dimenticato la fettina di arancia candita al posto della carotina per naso. Dal ramo sul pandorino vuoto pendeva il piccolo addobbo di un pupazzetto di neve agganciato al pallone di una mongolfiera. “Zia?”, la chiamavano intanto, “C’è un pupazzo di neve per me?”. Elettra lasciò scivolare l’addobbo dal ramo tra lo zucchero a velo. “Certo che c’è. Ed è appena arrivato direttamente dal Polo Nord”.
L’addobbo con il pupazzo di neve e la sua mongolfiera che arriva spinto da un vento di festa
Il vento di festa che soffia dal Polo Nord è un sussurro leggero, fresco di neve e profumato di cioccolata, che ispira pensieri lieti e desiderio di sorprese. Sulla scia di questo sussurro è arrivato anche il pupazzo di neve Travel Lover a bordo della sua mongolfiera, in grado anche di volare tra le stelle. La piccola mongolfiera è tutta bianca, coperta dalla neve che si è posata all’inizio della stagione natalizia, con qualche cristallino di brina che infatti è anche rimasto sulle cime. È piena di stelline rosse, desideri appena realizzati, e sorregge dolcemente per il cilindro il piccolo amante dei viaggi festosi. L’omino di neve dal visino paffuto e il naso a carotina ha le guance un po’ emozionate, una sciarpetta rossa al collo e ci sta portando anche un regalo, un piccolo abete di alta montagna pronto ad essere addobbato. Presto sentiremo un’aria allegra che ci farà desiderare di far festa… e allora il pupazzo di neve Travel Lover sarà giunto a destinazione a bordo del suo piccolo pallone aerostatico.
| Materiale | Metallo |
|---|---|
| Colore | Bianco |
| Larghezza | 8 cm |
| Profondità | 8 cm |
| Altezza | 18 cm |
