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Alla tavola di Carmela l’attesa palpitava negli occhi di tutti. I bambini stavano aspettavano pazienti che genitori, nonni e zii finissero di mangiare noccioline e frutta secca, e intanto ne mettevano da parte i gusci, pronti a cogliere il momento. Non appena l’ultima noce fu divorata e il nonno si alzò per tornare al suo giornale in poltrona Elvira richiamò l’attenzione di tutti battendo con il cucchiaino sul bicchiere. “Che nessuno si muova! È l’ora della tombola!”.
La ragazza corse sotto l’albero a prendere un cestino pieno di dolcetti e biscotti vari, quasi inciampando e rimanendo impigliata con il maglione in un ramo, e lo mise al centro del tavolo. “Questi sono i premi”, dichiarò, “E mi raccomando. Nonna, tu stai sveglia. E voi due, vi ho viste, non barate”. La nonna sorrise paziente, mentre le due cuginette la guardarono offesa. E la partita cominciò. Al gioco della tombola Elvira era la più competitiva, anche se non esattamente la più fortunata. Alla prima partita la nonna, nonostante fosse visibilmente assonnata, riempì un’intera cartella sbalordendo tutti. Né le due bambine più piccole furono meno fortunate e, anzi, continuavano a chiedere gusci di noci e pistacchi per segnare i numeri e ogni volta applaudivano. Il cesto dei dolciumi si svuotava rapidamente sotto gli occhi di Elvira che si era vista portare via già tutti i biscotti di pan di zenzero, i confetti ripieni e una barretta di cioccolato fondente.
“Ancora un’altra partita?”, le domandò la nonna porgendole la tombola. Lei la accettò con un sospiro rassegnato. ‘Sfortunata al gioco, fortunata nei regali’, si disse, ma subito, con i primi numeri riuscì a riempire la prima riga della cartella, poi la seconda. “Evviva!”. Gli ultimi minuti la fecero sudare freddo nonostante il maglione caldo. Era praticamente in parità con il fratello, ed entrambi avevano messo gli occhi su una casetta di marzapane che sembrava deliziosa, quando la ragazza chiamò il numero 25. “Tombola!”, esclamarono insieme. Lui le avvicinò il cesto con i premi. “Dopo di te naturalmente”. Elvira prese rapida la casetta di marzapane… ma non appena la portò alle labbra scoprì che non era affatto il dolcetto che lei credeva. “È… è… l’addobbo di mamma!”. Il fratello rideva apertamente. “Tu! Lo sapevi! Per questo mi hai lasciata scegliere per prima!”. Lui lo sapeva, aveva visto l’addobbo cadere nel cesto quando il maglione di Elvira si era impigliato nei rami. “Non te la prendere… hai pur sempre fatto tombola!”.
L’addobbo natalizio a forma di casetta di marzapane in cui si festeggiano allegria e affetto
Le risate allegre fanno danzare anche le mura mentre tutt’intorno si diffonde il calore misto al profumo di qualcosa di buono che sta per arrivare. È il Natale in casa Pastries Gingerbread House, dove si è appena riunito chi non si vedeva da tempo, e non vedeva proprio l’ora di ritrovarsi, in attesa di un incontro ancora più sorprendente. E infatti gli occhi di tutti sono puntati al comignolo di waffle strabordante di panna vanigliata da cui presto si calerà Santa Claus… sempre se non si fermerà prima a mangiarne un po’. Casa Pastries è una vera delizia: le pareti biscottate sono un misto di spezie, zenzero e cannella, il tetto è un wafer fragrante e al piano superiore si apre una caramella lecca lecca per finestra. Sulla porta di glassa rossa alla ciliegia la panna ha disegnato porticato e finestre e ha scritto a lettere eleganti “Sweety”, dolcezza, perché è la dolcezza ad accogliere gli ospiti in una casa dolce e speziata come questa. Santa arriverà presto ma, intanto, noi possiamo accomodarci.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Biscotto |
| Larghezza | 6 cm |
| Profondità | 3 cm |
| Altezza | 10 cm |
