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“Bambini e bambine, signore e signori, che l’avventura abbia inizio!”. Il cappello scivolò un poco sulla fronte di Paolo, coprendogli gli occhi, e conferendogli una buffissima espressione. Iniziò a narrare di un tempo lontano in cui i sovrani dominavano dai loro castelli con accanto fidati maghi e di impavidi cavalieri che, per conquistare le amate donzelle, attraversavano valli senza fine alla ricerca di draghi dalle scaglie di cristallo e le uova d’oro. Dalla platea che lo osservava ad occhioni sgranati si levavano continui “Oh!” e “Ah!” di incredulità, ammirazione e timore.
Dal suo posto sulla poltrona rossa accanto all’albero Paolo, lo zio preferito, ammaliava i più piccoli con le sue storie e, a dire il vero, anche i più grandi visto che accanto ai bambini si erano fermati ad ascoltarlo la nonna, zia Giovanna e addirittura i cugini ormai adolescenti. “Non ci crederete”, stava dicendo in quel momento, “ma non appena la principessa Rododendro guardò la sua immagine riflessa allo specchiò si tramutò in pietra e dallo specchio frantumato uscì una fanciulla”. “La principessa era una strega?”, chiesero i bambini. “Esatto e aveva preso il posto della vera figlia del re. Ma il cavaliere…”. Dalla cucina, intanto, arrivò un forte odore di bruciato e un sottile filo di fumo iniziò a passare sotto la porta chiusa. “La torta!”, strillò zia Anna alzandosi di scatto dal divano.
“Certo che sei proprio bravo a raccontare storie”, lo punzecchiò Diana, che aveva dimenticato quanto da bambina le piacesse vivere di fantasia e avventure. “Non sono mica storie inventate”, rispose serio Paolo. “E come fai a sapere se sono vere?”, chiese la piccola Irina. “Perché lui me le sta sussurrando all’orecchio”, spiegò e indicò il piccolo addobbo di uno Schiaccianoci in divisa rossa e verde che pendeva dall’albero. Lo prese dal ramo e lo mostrò alla bambina. “Vieni ad ascoltarlo. Poggia l’orecchio sul suo petto e vedrai. La bambina obbedì. “Ma il cavaliere aveva riconosciuto la strega grazie alla rosa che portava appuntata sul petto…”, si sentì una vocina. “Oh!”, esclamò la bambina.
L’addobbo natalizio dello Schiaccianoci in divisa blu con il cuore pieno di coraggio
Nelle file dei piccoli soldatini del Natale l’Eroe dalla Spada Magica è il guerriero dalla spada lucente senza macchia e senza paura. In piedi, in posa marziale, allunga attento il suo sguardo ceruleo, e i suoi occhi cerchiati dalle sopracciglia bianche sono dei fari accesi sul viso dalla carnagione chiara. Tra la pennellata dei baffi canuti, sotto il naso aquilino, c’è la bocca rossa, aperta nell’impeto di un augurio, e avvolta dal sottile ciuffo vaporoso della barba canuta. Il piccolo soldato indossa una giubba lucida blu con il doppiopetto verde, stretta in vita dalla cintura nera, e un paio di pantaloni rossi che ricadono negli stivali squadrati. Sulla testa porta il kepì rosso da condottiero circondato dalla nuvola vaporosa dei capelli e al fianco sfoggia la spada d’oro con la quale protegge i sogni degli amici di Santa Claus. L’Eroe dalla Spada Magica è sempre in prima linea quando si tratta di portare lo spirito natalizio.
| Materiale | Legno |
|---|---|
| Colore | Blu |
| Tocco dell'Elfo Mastro | Barba e capelli in tessuto |
| Larghezza | 4 cm |
| Profondità | 4 cm |
| Altezza | 13 cm |
