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19 giorni a Natale. Alba ruotò il dado con il numero e ricambiò il sorriso del Babbo Natale seduto sulla piccola slitta di legno dell’avvento sulla libreria davanti alla poltrona. Rimaneva sempre lì, anche mentre gli alberi fiorivano, anche quando c’è un sole caldissimo in cielo che allontanava ogni pensiero di neve. Ma poi tornava il primo dicembre e allora il conto alla rovescia ricominciava, in attesa che la slitta si levasse in volo con i regali. Alba sbadigliò. Che cosa faceva a diciannove giorni dal Natale? Era ora di cominciare a pensare ai regali e ai biglietti, ma prima una cioccolata calda.
10 giorni a Natale. Il tempo passava in fretta quando ci si divertiva. Sin da bambina Alba correva a prendere lo zucchero filato ai mercatini in città e passeggiava con gli occhioni spalancati tra le bancarelle decorate da stelline e rametti di agrifoglio. “La bancarella della cioccolata calda!”. “La bancarella delle candele profumate mela e cannella!”. “La bancarella degli orsetti!”.
8 giorni a Natale. Dalla strada entravano in salotto le lucine colorate delle figure luminose appese ai lampioni. Di fronte casa sua c’era un pupazzo di neve bianco con il naso arancione da carota e un cilindro nero sulla testa che aveva al collo una sciarpetta di tutti i colori molto simile alla sua. E lei ci scherzava spesso, dicendo di sentirsi proprio come quel pupazzo, talmente infreddolita da poter essere di neve e la mamma le rispondeva che il pupazzo, nonostante il freddo, sorrideva più di lei.
6 giorni a Natale. Sotto l’albero erano già apparsi tanti regali avvolti nella carta colorata e lei aveva realizzato una bellissima ghirlanda di rami intrecciati con bacche e pigne da mettere al centro della tavola. Sperava che almeno Gianni e Ugo non ci nascondessero i numeri della tombola come al solito.
0 giorni a Natale. La notte sembrava tempestosa ma, improvvisamente, il vento aveva portato via le nuvole rivelando una luna piena grande e tonda. Tutt’intorno iniziò a fioccare la neve, cristallini sottili a forma di stelle che danzavano ovunque e si posavano sul suo naso. Poi, d’un tratto, si raccolsero in un vortice illuminato dai raggi argentati e un campanella che suonava anticipò di poco i pattini argentati della slitta… Alba aprì gli occhi.
19 giorni a Natale. Si era appisolata sul divano con la slitta di legno tra le mani e i blocchi chiari su cui spiccavano i numeri rossi, 1 e 9, ben in mostra. Aveva sognato. Un sogno bellissimo che forse le stava anticipando ciò che sarebbe accaduto presto. Non vedeva l’ora.
Il calendario dell’avvento a forma di slitta carico di cose belle che avverranno presto
Santa Claus arriva su una slitta carica di doni, sogni finalmente realizzati che ci vengono incontro dal luogo dove tutto è possibile. Santa e la Slitta dei Doni Futuri ci dice che c’è ancora un po’ da aspettare, solo un po’... ma i dadi numerati ci aiuteranno a tenere il tempo. Sulla slitta di legno con i pattini rossi Santa sorride allegro. Ha indossato il suo abito delle feste con il bordino innevato, i guanti neri e in un mano ora stringe anche un bastoncino di zucchero. Ha l’aria felice e infatti sorride oltre la nuvola riccioluta di barba che gli incornicia il viso, mentre si volta all’indietro, verso la slitta carica di doni, calze e addirittura un giovane abete smeraldino con le punte leggermente innevate. Forse mancheranno ancora ventiquattro giorni a Natale, forse appena uno. Ogni giorno è un istante di felicità da custodire come il più prezioso dei ricordi.
| Materiale | Legno |
|---|---|
| Colore | Naturale-Rosso-Verde |
| Larghezza | 16 cm |
| Profondità | 2 cm |
| Altezza | 15 cm |
