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Florence iniziò a frugare con gli occhi ogni angolo della casa sotto lo sguardo attonito dei gemellini. “Perché dovete sempre farmi questi scherzi?”, protestò, “Non è divertente!”. Cercava un fiore, uno dei suoi preferiti, d’avorio, con una corolla di petali ondulati, un’altra più piccola composta da sottilissimi intrecci a rete e un pistillo di sferette scintillanti. I bambini l’avevano coinvolta, suo malgrado, in una caccia al tesoro e, sebbene non avessero trovato nascondiglio migliore che un ramo interno dell’albero addobbato, la sorella continuava a girare in tondo da almeno una decina di minuti.
“Ti aiutiamo, ok?”, propose Bettina. Florence si avviò verso la cucina. “Acqua”, disse la bambina. Lei allora tornò indietro in direzione dell’albero. “Fuochino”. Finché si trovò proprio di fronte all’albero, con gli occhi sui rami, eppure ancora non vedeva il fiore. Bettina e Alberto iniziarono a guardarsi perplessi. “Facciamo così, allora ti diamo un indizio. Il tuo fiore è nel primo posto in cui posi gli occhi quando torni a casa”. E pensavano che fosse un indizio abbastanza chiaro dal momento che l’albero addobbato con le lucine era proprio davanti alla finestra accanto alla porta e si vedeva subito sin dal vialetto di casa. “La prima cosa su cui poso gli occhi quando torno a casa…”, rifletté lei, “La porta?”.
La mattina scorreva veloce. Florence aveva esplorato ogni angolo del salone e i due bambini non capivano come mai non si fosse ancora arrabbiata. Si fermò davanti alla libreria e i due trattennero il fiato. Lei spostò un libro, li sentì parlottare alle sue spalle, e finalmente scovò un nascondiglio: quello dei pan di zenzero. “Ah eccoli qui… sapevo che li nascondevate qui da qualche parte”. Ne addentò uno. “Che buoni…”, poi si diresse all’albero e sfilò il fiore. “Ma che nascondiglio, qui, sotto tutti questi rami… un fiore così bello deve stare dove tutti lo possono vedere”, e restituì anche i biscotti. Bettina e Alberto erano increduli. Continuarono a fissarla finché non ebbe lasciato la stanza senza capire se li avesse presi in giro per tutto il tempo. Florence era una sorpresa continua.
Il fiore di Natale champagne con i petali intrecciati delle più belle sorprese
Sotto gli occhi meravigliati e increduli per l’emozione il fiore Golden Boundary si colora di uno scintillio raggiante. Sulla corolla esterna da ibisco, cangiante e vellutata, delicate venature si imprimono sui petali setosi e perlacei con i bordi ondulati intessuti di raggi lunari e accolgono un’altra corolla di petali scintillanti. Sono essi stessi raggi dell’astro d’avorio che si intrecciano gli uni altri, catturando anche qualche bagliore stellare, a loro volta custodiscono una nuova corolla di petali, minuti e affusolati, senza venatura alcuna, ma solo una pennellata d’avorio dalla quale spunta un pistillo di sferette dorate: è il cuore di Golden Boundary, esso stesso un dono, che parla di sorpresa.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Champagne |
| Larghezza | 30 cm |
| Profondità | 30 cm |
| Altezza | 35 cm |
