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Angie continuava a passarsi il polso sul naso sentendo come una gocciolina che la infastidiva. Forse aveva tuffato anche il naso nella tazza di cioccolata calda, forse si era avvicinata un po’ troppo al ramo che aveva appena innevato. E invece, a tingerle il naso di rosso, come fosse la renna Rudolph, era una gocciolina di tempera con cui si stava divertendo a dipingere i suoi biglietti di auguri. E intanto addobbava l’albero, mangiava pan di zenzero e sceglieva cosa guardare in tv.
Il Natale le piaceva proprio tanto. Angie iniziava ad addobbare casa non appena le giornate diventavano poco poco più corte e non le importava se fuori facesse ancora troppo caldo per i maglioni pesanti, il camino acceso e il vin brulè, tant’è che era sempre la prima a cantare jingle bells. Mentre addobbava l’albero, quel pomeriggio, in una vecchia cassetta postale aveva trovato un bigliettino d’auguri per Babbo Natale e si era ricordata di quando, da piccola, piegava i cartoncini bianchi e disegnava con i pastelli a cera Babbo Natale, renne, pupazzi di neve e alberelli addobbati per creare i suoi biglietti di Natale. E le era tornato quel desiderio di mettere tutta sé negli auguri alle persone a cui voleva bene.
Si era così tanto lanciata in quella festosa impresa da aver perso la cognizione del tempo e, tanto si accorse che ormai era sera, quando non riuscì a vedere più avere oltre il suo naso e a quel punto si dipinse anche la punta del naso. Posò il pennello per stropicciarsi gli occhi. Mancava così poco alla fine di quell’ultimo biglietto e le era venuta idea talmente bella che non voleva rischiare di dimenticarla. Stava dipingendo un cielo stellato e una scia luminosa che, seguendo le stelle, puntava al tetto innevato di una casetta alla cui finestra si intravedeva il viso di un bimbo in attesa. Era per il suo nipotino, che avrebbe compiuto un anno proprio a dicembre. Stese la mano per riprendere il pennello, le sue dita incontrarono il gambo corto di un fiore champagne con cinque petali affusolati e vellutati e lo sollevò per intingerlo nella tempera dorata. Iniziò a tratteggiare le stelle, avendo sotto gli occhi il profilo del fiore, e le disegnò con le punte un po’ affusolate le une affiancate alle altre e una spessa venatura al centro. Era il più bel biglietto che avesse mai disegnato.
Il fiore natalizio champagne dai petali stellati che rilucono di attesa
Ogni giorno che passa l’aria si colora un po’ di candida brina e risuonano allegre le note di una dolce melodia. Ogni giorno è un giorno in meno a Natale e nel cielo festoso si accende una nuova stella. La più lucente è Precious Berries Harvest. Ha petali delicati da fior di stella, liscia e piuttosto affusolati, con i bordi levigati che si curvano dolcemente in punta. La loro vellutata morbidezza prende il colore dei raggi stellari che illuminano il cielo natalizio e portano impresse, sui petali, venature profonde in forma di uno stelo fiorito di foglioline. Al centro del fiore spunta il pistillo d’avorio, una fioritura di eterei tralci con boccioli scintillanti. Anche oggi è un giorno in meno a Natale.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Champagne |
| Effetto | Glitter |
| Larghezza | 20 cm |
| Profondità | 20 cm |
| Altezza | 20 cm |
