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“Carina hai preso tu…”. La mamma non ebbe bisogno di chiedere. Le era bastato guardare la piccola di spalle, e vedere che indossava il suo abito delle feste rosa confetto, per capire che avesse preso lei il fiore di velluto dai petali morbidi e setosi che, non a caso, era del suo colore preferito. E infatti la seguì fino alla specchiera in salone e la vide cercare di decorare le sue lunghe trecce bionde con il fiore dalle ampie corolle. Non era la prima volta che decorava così il suo abito o i capelli o addirittura l’orsetto a cui aveva deciso servisse il papillon per essere più elegante in vista delle feste e la mamma aveva perso il conto di quante fossero ormai le foto in cui appariva addobbata come l’abete.
La bambina posò il pennarello rosso e mostrò alla mamma il suo disegno, tutta orgogliosa. Nel suo piccolo quadretto c’era Babbo Natale, con la slitta parcheggiata fuori dalla loro casa, che posava sotto l’albero una bicicletta con il cestello bianco e fucsia e l’albero, naturalmente, era decorato con il fiore rosa. “Sei stata bravissima!”, si complimentò la mamma, “Se vuoi adesso ti aiuto ad imbustare la letterina e poi possiamo anche andare a spedirla…”. Lei scosse la testa. “Se non la firmo però Babbo Natale non saprà che è mia e chi sono io…”, e si intristì un poco perché era ancora troppo piccina per scrivere da sola. La mamma le prese la mano per guidarla a scrivere Carina, in lettere maiuscole grandi e tondeggianti, come aveva fatto tante altre volte, ma la bambina scosse la testa. “Non vale se mi aiuti…”.
“Perché non disegni il tuo viso, allora? Qui, vedi… al posto della firma. Così Babbo Natale ti riconoscerà…”. Lei non sembrava molto convinta, ma alla fine acconsentì e disegnò un tondo rosa e due occhi grandi azzurri con le trecce bionde. “Non credo mi somigli molto… Sembra una bambina con le trecce come tutte le altre”, disse alla fine un po’ sconsolata. La mamma le accarezzò i capelli. “Non hai dimenticato qualcosa? Qualcosa che metti sempre, solo tu?”. Carina toccò un petalo del fiore che portava ancora intrecciato alle trecce e sorrise, finalmente felice e soddisfatta, prendendo il pastello verde e iniziando a tratteggiare dei petali grandi quasi quanto l’ovale del suo visino.
Il fiore natalizio rosa dai petali intrecciati di dolcezza e felicità
All’alba della mattina di Natale, mentre le emozioni sono ancora sopite sotto l’orizzonte innevato che comincia a tingersi dei primi raggi del sole, il fiore Bacio della Rugiada schiude dolcemente i petali come occhi che si aprono su un piccolo istante di gioia.
Due corolle setose da rosa di San Giovanni aprono petali rosati dai bordi sinuosi e le punte slanciate leggermente arricciate verso l’alto, più grandi quelli della corolla esterna, più sottili e minuti quelli custoditi all’interno. Sui petali vellutati, ammantati di venature ondulate, si posano, pronti a sbocciare, ali bianche di brina che si intrecciano ai primi raggi del sole, trattenendone gli ultimi cristallini, che scintillano tra le sfere argentate del pistillo. È la magia del Natale che si dischiude davanti a occhi pieni di meraviglia, nell’attesa di cogliere la scia luminosa di un desiderio diventato realtà.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosa |
| Larghezza | 24 cm |
| Profondità | 24 cm |
| Altezza | 24 cm |
