Utilizziamo i cookie per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Per rispettare la nuova direttiva sulla privacy, è necessario chiedere il tuo consenso per impostare i cookie. Per saperne di più.
Tutti osservavano perplessi Demetra alzare gli occhi verso l’alto, muovere le braccia ed eseguire curiosi passi di danza. Lei incoraggiò con lo sguardo un lato del tavolo a dire qualcosa, ma nessuno nella sua squadra riusciva a capire cosa stesse mimando. “Una ballerina con una gamba ingessata?”, suggerì Lino, dalla squadra avversaria. “Ma dai, è facile!” sbottò lei. “Guarda che il gioco consiste nel far indovinare la tua squadra, non il contrario”, le fece notare il papà.
Il pomeriggio della Vigilia trascorreva rapido, visto che ci si divertiva, e anzi fin troppo. Si erano riuniti nonni, zii e cugini che durante l’anno spesso si incontravano di sfuggita per un caffè, ma in quel momento era come se non si fossero mai lasciati. Ed era tradizione, come ogni anno, di aspettare l’ora di cena giocando. “Adesso tocca a me! A me!”. Filippo si mise davanti alla cugina senza tanti complimenti, prese fiato, aprì la bocca come se volesse cantare, ma poi si interruppe un po’ imbarazzato. Con tutti gli occhi puntati su di sé aveva dimenticato l’inizio della canzone. La nonna gli venne in soccorso distribuendo i suoi biscotti e non ricevette altro punteggio che non fosse un dieci. “Non è giusto!”, borbottò Margherita, dall’altro lato del tavolo, “Voi avete la nonna e lei è fortissima!”. “Ma abbiamo anche il nonno”, aggiunse zia Lia, lanciando un’occhiata all’anziano che dormiva beatamente in poltrona, “E non credo che ci farà guadagnare molti punti”. Scoppiarono a ridere, lui aprì gli occhi per un istante, ma poi tornò a sonnecchiare.
Fu il turno della piccola Eleonora. Indossando un candido vestito bianco e un fiocchetto rosa sulla testa, salì sulla sedia e con un filo di voce si presentò. “Io ho inventato una poesia”, spiegò, “E voi dovete indovinare che cos’è”. Si schiarì la voce: “È spuntato vicino al camino, colore di zucchero, lieve e divino. È tenero come il velluto e ha un cuoricino candido che porge un saluto. Sembra una stella che brilla da sola, che danza nel vento mentre la slitta vola. Forse l’ha perso una fata incantata, mentre volava la notte addormentata. Lo tengo con me, lo metto sul letto,
e ogni mio sogno sarà un dolcetto. Perché, così silenzioso, porta il Natale, tenero e rosa”. La sorella puntò il dito contro un fiore color confetto dai petali rotondi e il pistillo bianco. “Il fiore di Natale sull’albero!”. “Brava!”. E il punteggio pieno che totalizzarono portò la squadra alla vittoria.
Il fiore natalizio rosa che tiene unito chi si vuole bene
Un gesto gentile, una carezza sul viso arrossato, sono la Chiave della Felicità: una magnolia rosa sempre accarezzata dalla brezza che soffia dolcemente in direzione del Polo Nord. La piccola corolla della Chiave della Felicità fiorisce di petali setosi e rosa confetto, dai bordi molto lisci, che in punta si piegano a disegnare un cuore. Sono leggeri e quasi eterei, non portano impresse venature, ma traslucidi e attraverso il loro rosato candore si intravede il palmo sottile che dal ramo nodoso sorregge delicatamente il petalo. Al centro della corolla, custodito quasi fosse un segreto, spunta un pistillo innevato di quattro sferette scintillanti: la Chiave della Felicità, in realtà, è un dono tenero che ripaga di una lunga attesa.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosa |
| Larghezza | 20 cm |
| Profondità | 20 cm |
| Altezza | 14 cm |
