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Ennio abbassò la maniglia pronto ad entrare in casa, ma la porta non si aprì e lui ci sbatté contro con un tonfo. I cardini di quel piccolo ingresso di servizio erano sempre stati un po’ lenti, ma lui come al solito se ne era dimenticato. “Certe cose non cambiano mai…”, borbottò spingendo piano ed entrando in cucina, finalmente al riparo dal vento freddo della sera. Nella penombra della stanza gli vennero incontro, quasi abbracciandolo, il tepore dei fornelli e del forno acceso, il profumino dei biscotti e tante voci e risate infantili dal salotto. Certe cose, rifletté, non cambiavano davvero mai, come gli schiaccianoci sulla soglia delle porte o le stelle di Natale al posto delle margherite estive.
Fece capolino in salone. Ennio aveva detto a tutti che sarebbe arrivato direttamente il giorno di Natale, anche se la famiglia si riuniva tutta già per la cena della Vigilia, e invece era già lì e indossava il costume da Babbo Natale che il papà indossava quando lui era piccolo. “Ma… mi hai riconosciuto?”, protestava sempre. “Certo”, rideva lui, “Babbo Natale ha gli occhi azzurri, mica marroni! Lo sanno tutti!”. Il suo piano era sbucare alle spalle dell’albero, suonare la campanella che portava appesa alla cintola, salutare i nipotini, lasciare il sacco dei regali e, approfittando del loro stupore, prima di essere riconosciuto, tornare da dove era venuto per poi bussare alla porta, questa volta nei suoi panni, dicendo che Babbo Natale aveva portato anche un altro regalo… cioè lui.
Mancava da casa da un po’ ormai, ma fu consolato dal fatto di riconoscerne ancora ogni angolo, ogni decorazione, nonostante stesse procedendo praticamente al buio. ‘Scommetto che mamma ha addobbato con i soliti fiori rosa…’, si disse entrando in salone, ma non ebbe il tempo di scoprirlo perché improvvisamente inciampò in qualcosa, finì contro l’albero e cadde a terra mentre un fiore rosa dai petali frastagliati e traslucidi gli pioveva tra le mani. La luce si accese. “Oh, finalmente è arrivata Babbo Natale!”, scherzò il padre. “Zio!”, gridarono i nipotini. La piccola Valerie, trascinando sul pavimento un cagnolino, avanzò dietro tutti gli altri. Si fermò a qualche centimetro da Ennio, ancora seduto sul pavimento con il fiore rosa tra le mani, e sembrava porgerlo alla bambina. Lo guardava come se stesse sognando.
Il fiore di Natale rosa dai petali lanceolati che nasce da un sogno
A Natale un sogno fiorisce spontaneo e racconta di incontri a lungo attesi, pensieri affettuosi e di una bella sorpresa che è in viaggio proprio in questo momento. Tra le pieghe di quel sogno è sbocciato anche il fiore Perfume of Presence. La corolla delicata da garofano si tinge di un rosa perlaceo e traslucido, mentre sui petali ampi e frastagliati si stagliano minute e sottilissime venature che disegnano un mosaico di tenui raggi. Puntano verso il centro del fiore, dove è un custodita una corolla più piccola, di petali ugualmente vellutati e bordati, ma dalle punte sottili cariche di scintillante brina mattutina, che si è posata anche sui boccioli bianchi del pistillo appena spuntati. La felicità è un sogno che a Natale può avverarsi.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosa |
| Larghezza | 33 cm |
| Profondità | 33 cm |
| Altezza | 33 cm |
