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“Sono a casa!”. Virginia lasciò cadere sulla soglia della porta zaino, sciarpa e cappello e si precipitò in salone, fermando la sua corsa ai piedi dell’albero da addobbare. “Siamo a casa”, la corresse sua sorella scompigliandole i capelli, “E non ci pensare proprio a scambiare le calze come hai fatto l’anno scorso. La bambina lanciò una lunga occhiata alle calze colorate appese, ancora da riempire. “Ok, però la mia deve essere la più piena di tutte!”. E allargò le braccia e si sollevò sulle punte come al voler mimare qualcosa di talmente grande che non poteva essere espresso a parole. Il salone era pieno di scatoloni traboccanti di luci, palline e fiori che aspettavano solo di rendere splendido l’albero al centro del salone. C’era anche un puntale a forma di cappello di elfo, uno dei preferiti di Virginia, appoggiato alla poltrona e che lei all’inizio aveva pensato fosse posato sulla testa del padre appisolato.
Chiudendo la porta la bambina vide rientrare sul marciapiedi opposto la nuova vicina. Era arrivata nella sua classe da un mesetto circa, ma doveva essere timidissima perché, ogni volta che qualcuno provava a parlarle, lei arrossiva e rispondeva a monosillabi e non si univa mai ai gruppetti delle bimbe che si vedevano dopo scuola. Virginia la vide chiudersi la porta alle spalle. Non c’erano appese né ghirlande né festoni, né all’ingresso c’erano di guardia uno schiaccianoci oppure una cassettina per le lettere a Babbo Natale.
Corse a bussare alla porta. Sentì silenzio, poi dei passi, e il viso della bimba apparve da una fessura oltre la porta aperta. Virginia le tese un bel fiore di colore rosa antico dai petali un po’ frastagliati a punta lunga e un pistillo di boccioli dorati. “Noi stiamo addobbando l’albero a casa, vuoi aiutarci? Così conosci mio fratello e mia sorella, e mamma quando addobbiamo l’albero fa sempre la crostata…”. La bambina accettò il fiore. “Il rosa è il mio colore preferito”, mormorò. “Anche il mio!”, esclamò Virginia, “Incredibile! Ma… come ti chiami?”. “Priscilla”. Virginia le dette la mano e Priscilla, sempre stringendo il fiore, la seguì.
Il fiore di Natale rosa antico dell’autentica condivisione
A Natale c’è sempre un’emozione che colora le guance di due persone dello stesso identico rossore e dona ai loro occhi il medesimo luccichio incantato. Quell’emozione passa attraverso il fiore Vetta del Mondo. Ha petali da giunchiglia delicata, lisci e affusolati, con i bordi frastagliati di punte lunghe. La loro setosa morbidezza prende il colore di un viso raggiante e porta impresse venature sinuose, leggere, che si snodano fino al centro del fiore, dove spunta un pistillo dorato, un cespuglio di boccioli ancora tutti chiusi, che aspettano le prime stelle per schiudersi. Manca poco alle feste, manca poco al momento in cui ogni istante di felicità potrà essere condiviso e sarà splendido per tutti.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosa |
| Larghezza | 20 cm |
| Profondità | 20 cm |
| Altezza | 31 cm |
