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“Accendiamo l’albero allora?”. Azalea si voltò stupito verso i bambini quando, incredula, alle sue spalle si levò un altissimo coro di no. Non se lo aspettava affatto… Elisabetta e Valerio non vedevano l’ora di addobbare l’albero tant’è che, come ogni anno, avevano anche pasticciato il calendario di verde e rosso sulla casella dell’ 8 dicembre. Mancavano solo due cose: l’ultima decorazione, quella che il papà metteva sul ramo più alto, e per l’appunto il papà, che aveva promesso sarebbe tornato da lavoro in tempo per accendere le lucine dell’albero alle prime luci della sera.
Leo tamburellava con le gambe lanciando lunghe occhiate al finestrino, alla campagna verde e gialla che scorreva veloce e che presto sarebbe mutata nei primi palazzi. Il sole stava per tramontare, gli ultimi raggi si riflettevano contro il finestrino mandando bagliori che all’uomo ricordavano le lucine festose del suo albero. Con le dita contava delicatamente i petali di un fiore rosso rigoglioso dai bordi e il pistillo scintillante di brillantini. Contava il tempo che lo separava da casa.
“No!”, si ostinavano i bambini, “Dobbiamo aspettare papà!”. Azalea sorrise e studiò un modo per intrattenerli fino all’arrivo del padre. Preparò due grandi tazze di cioccolata calda, mentre loro erano seduti sul tappeto. Li sentiva che chiacchieravano, Elisabetta stava scegliendo il ramo dell’albero su cui sarebbe andata la decorazione del papà. Ne portava sempre una dai suoi viaggi di lavoro invernali.
Il sole era ormai tramontato e le tazze di cioccolata calde vuote. “Vi va di cantare una canzoncina di Natale? Qual è la vostra preferita? Jingle Bells? Tu scendi dalle stelle?”. Ma di nuovo i piccoli non la stavano ascoltando. Fissavano la finestra. Azalea li raggiunse, emozionata come non avrebbe mai immaginato, come fosse lei stessa una bambina. Oltre il vetro riconobbe il sorriso di Leo. Tra le mani aveva un fiore rosso riccioluto, una bellissima azalea.
Il fiore rosso dai bordi innevati che fiorisce nell’attesa
Nell’attesa di qualcosa di bello il cuore sboccia di contentezza. Lo sa bene Santa Claus, che dei piccini ripaga l’attesa, ma lo sanno anche i grandi sulle cui gote ancora fiorisce lo stesso rossore emozionato dell’infanzia. Di quell’attesa gioia il fiore Ancient Privilege è il ritratto.
I petali del fiore da azalea riccioluta e vellutata sono fioriti, leggiadri e vaporosi. Si piegano nella direzione di un’emozione che arriva, percorsi da un fiume di venature definite e lineari che, dal cuore del fiore, giungono alle punte. Lungo i bordi frastagliati dei petali è soffiata un po’ di aurora boreale, intensa a cristallina, densa e compatta che forma dei cumuletti sulle punte e all’interno del pistillo, che è composto da piccole sfere, custodi segrete di un’emozione. Ancient Privilege è fiorito: Natale è alle porte.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Effetto | Glitter |
| Larghezza | 30 cm |
| Profondità | 25 cm |
| Altezza | 20 cm |
