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Ester aspettava quel momento da tutta la mattina. Dopo aver inseguito i gemelli tra tutte le bancarelle dei mercatini di Natale, essersi macchiata il maglione nuovo con lo zucchero filato e aver fatto tre giri sulla giostra dei cavallini, i bambini avevano acconsentito a tornare a casa. Dietro promessa di tornare al parco nel pomeriggio per pattinare sul ghiaccio. E poi, finalmente, si erano addormentati. Il salone era silenzioso e caldo per il tepore della stufa accesa a pochi passi da lei. Non si udiva una voce, non un rumore dall’esterno, persino la televisione era accesa, ma ad un volume talmente basso da essere inudibile. Nessuno la chiamava per appendere la ghirlanda caduta fuori alla porta, per aggiungere ancora un po’ di neve spray ai piedi dello steccato, o per cercare lo zenzero per i biscotti tra le spezie. Finalmente avrebbe potuto gustare la cioccolata calda a cui pensava da quando, a colazione, non era riuscita nemmeno a prendere un biscotto. Dove aveva lasciato la tazza? Era lì, sul tavolino accanto all’albero. Sentiva l’invitante profumo della cannella, ne aggiungeva sempre un pizzico in più…
Ester, come i suoi fratellini, aspettava le feste con tanta allegria. Era felice di ritrovarsi a tavola con i cugini che vedeva raramente, giocare e chiacchierare fino a tardi e anche di ritrovare in tv i film che le piacevano da bambina, scoprendo di ricordare ancora a memoria quelle battute. Si divertiva ad aiutare i più piccoli a montare il trenino e a vederli provare a stare in equilibrio sullo slittino. A questo e molto altro pensava ed evidentemente non era l’unica. Nell’istante esatto in cui avvicinava la tazza alla bocca sentì la poltrona tremare e qualcosa le solleticò il naso. Kevin e Jasper erano di nuovo svegli e pimpanti e si erano precipitati da lei urtando, l’uno lo schienale della poltrona e l’altro l’albero, facendo cadere nella sua tazza un fiore rosso dalla corolla leggermente ondulata e alcuni petali ricoperti di paillettes scintillanti. “Andiamo a pattinare?”, domandarono in coro. La ragazza aprì la bocca per protestare, ma la mamma la precedé. “Oh che carini!”, esclamò, “Sei stata così brava che ti hanno regalato un bel fiore di Natale”. La sua protesta si trasformò in un sospiro. Anche a lei, in fondo, piaceva pattinare e forse la cioccolata calda poteva aspettare un po’.
Il fiore di Natale rosso dai petali scintillanti di emozioni che sboccia in una giornata felice
Il fiore Universe Stars Gift sboccia in una giornata di festa decembrina in cui l’aria carica di brina e un po’ pungente si colora dei bagliori caldi delle lucine e profuma di cannella, facendo venir voglia di fischiettare un’allegra musichetta natalizia. La sua corolla da gladiolo è una girandola di petali vermigli dai bordi leggermente ondulati e percorsi da un intenso raggio di sole scintillante. Sul vellutato ardore dei petali si imprimono venature spesse, solchi profondi che nascono dallo stelo centrale e arrivano alla punta affusolata. Custodiscono un’altra corolla interna dalla quale nascono altri petali, alcuni più grandi e altri più minuti, interamente ammantati della più scintillante delle aurore boreali su cui Santa Claus abbia mai posato gli occhi. Tra le corolle è fiorito anche un pistillo di petali minuti e sferette ovali che punta nella direzione delle feste. Ed è la stessa che dovremmo seguire anche noi.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 28 cm |
| Profondità | 28 cm |
| Altezza | 22 cm |
