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A casa di Carletto e Stefanie ciascun membro della famiglia aveva i suoi addobbi preferiti e poteva appenderli dove preferiva. Certo, a volte sull’albero un biscottino di pan di zenzero dondolava accanto ad un cavallino rosso o uno schiaccianoci di legno sembrava porgere un fiore ad una ballerina tutta piena di brillantini, ma la mamma diceva che Natale era di tutti e ognuno esprimeva a suo modo la gioia per le giornate di festa che stavano per arrivare. I due bambini si affacciarono insieme nel cestino bianco strabordante di addobbi. A Stefanie piacevano le renne con le corna glitterate, le palline rosse e dorate e i fiori con i petali morbidi e carezzevoli. Carlo, invece, aveva già scelto di appendere dei piccoli Babbo Natale in abito rosso, pupazzi di neve, slitte e cassettine della posta dei colori più vari.
“E tu cosa vuoi?”, chiese la bambina a Francesco. Il bambino li osservava dal divano e, a dire il vero, non riusciva a capire benissimo cosa stessero facendo, cosa fossero i marshmallow e soprattutto chi fosse questo Babbo Natale di cui i due fratelli parlavano in continuazione e perché dovesse portar loro dei regali. Ma gli piacevano tutte quelle decorazioni luccicanti che vedeva sparse in giro e lo divertiva l’idea di poter toccare quello che voleva. Gattonò fino alla cesta ai piedi dell’albero e cadde a sedere mentre la osservava. Le sue dita improvvisamente sfiorarono qualcosa di caldo, gli sembrava il petalo di un fiore, e intravide un guizzo a metà strada tra il celeste e il verde acqua, il suo colore preferito, proprio la tinta del pigiamino che stava indossando in quel momento. Prese il fiore e lo accarezzò per un po’, poi lasciò il salone.
“Ma dove vai? L’albero è qua…”. Stefanie e Carlo lo seguirono senza capire in camera. Il piccolo si stava arrampicando sul suo lettino e legò il gambo del fiore alla testiera. “Ma non è l’albero di Natale…”, gli disse la sorellina. Lui ricambiò con un bel sorriso contento. “Oh va bene lo stesso… anzi, lo voglio anche io un fiore vicino al mio letto…”. “E io uno Schiaccianoci!”.
Il fiore di Natale dalle tinte di un cielo sereno che accende le feste
Il fiore Scintilla di Fata è sbocciato in una candida mattina di festa e di quel cielo limpido illuminato ha tinto i suoi petali setosi e lucenti. La grande corolla da ibisco ha petali lievemente increspati e dai bordi frastagliati, con le punte rivolte verso l’alto, nella direzione in cui presto passerà la slitta. Lisci e setosi, portano impresse venature sottilissime, come soffi di vento che danzano tra le foglie, intessute de scintille trasparenti della brina del mattino. Questa grande corolla esterna ne accoglie un’altra, più minuta e delicata, con petali affusolati dai bordi più marcati e mossi, anch’essi intessuti di brina ghiacciata. Il cuore di Scintilla di Fata è un pistillo di fiocchetti di neve, che si stagliano contro il cielo sereno. Qualcosa di meraviglioso sta per arrivare.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Tiffany |
| Larghezza | 33 cm |
| Profondità | 33 cm |
| Altezza | 33 cm |
