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Lino aspettava pazientemente sotto il tavolo che la mamma e la sorella uscissero dalla cucina. Era coperto dalla tovaglia e non riusciva a vedere i loro movimenti, però per fortuna, grazie al profumo e ai rumori che gli giungevano, aveva potuto seguire il delizioso processo di decorazione degli omini di pan di zenzero. Per tutto il tempo loro non si erano accorte di lui, l’unico a condividere il suo segreto era stato il piccolo gnomo a forma di panino con le gambe e un cappellino rosso che, bassino com’era, lo osservava con il sorriso dall’altro lato del tavolo, sotto l’albero addobbato. E
Dopo un tempo che a Lino era sembrato quasi infinito, forse addirittura più lungo dell’attesa di Babbo Natale la sera della Vigilia, sentì la sorella posare ad uno ad uno gli omini in un vassoio di porcellana. E poi il silenzio. Spuntò rapidamente dal suo nascondiglio, si affacciò sopra il tavolo, allungò il braccio e riuscì finalmente a conquistare il suo tesoro, un omino glassato cosparso di zuccherini colorati e profumati alla cannella che, altrettanto velocemente corse a mangiare al riparo dell’albero di Natale, accanto all’amico. Per essere un panino vestito da gnomo, pensava, chi meglio di lui poteva condividere la gioia di un omino di pan di zenzero prima di cena?
Lino si era ripromesso di mangiare solo un biscottino, erano il dolce per la cena, e la mamma e la sorella si sarebbero sicuramente arrabbiate. Eppure, quando la mamma arrivò a tavola trionfante con il suo vassoio, scoprì che mancavano almeno quattro omini. “Io non sono stato”, disse subito, ma il ghiottone della famiglia era lui e lo sapevano tutti, “E va bene, lo ammetto, ma ne ho preso uno solo”. “Beh… allora adesso non ci resta che capire chi abbia mangiato gli altri”, disse la mamma spostando gli occhi ora sul papà ora sulla sorella. “Io non sono stata, li ho preparati e ne avevo già assaggiato uno”, rispose prontamente la ragazza. “Nemmeno io, mi conoscete, preferisco il salato”, furono le parole del papà. Gli occhi della mamma tornarono su di lui. ‘Vuoi vedere che adesso è colpa mia, anche se per una volta non ho fatto niente’, pensò il bambino, anche se si era accorto che la mamma stava cercando di trattenere una risata. “Ho scoperto chi è stato!”, esclamò lei alla fine e, con grande meraviglia di Lino, puntò gli occhi sullo gnometto a forma di panino. I suoi scarponcini marroni erano pieni di zucchero a velo e cristallini colorati. Tutti scoppiarono a ridere. “Ora dire che possiamo assaggiare gli omini e, niente paura, ce ne sono in abbondanza, anche per Annis”, concluse la mamma.
Lo gnomo di Natale in abito da panino con il cappello rosso che arriva con un carico di dolcezza
A guardarlo non si direbbe che Annis ami tanto i dolcetti di Natale e invece, proprio come un bambino, ogni tanto si diverte a frugare nel sacco di Santa Claus in cerca di bastoncini di zucchero, caramelle lecca lecca e biscottini di pan di zenzero. E, dopo aver fatto il pieno di dolcezza, è venuto a condividerla con noi.
Lo gnomo Annis è un panino assolutamente delizioso. La focaccina ben lievitata che gli fa da pancino ha il colore del grano maturo, non troppo cotta, ma soffice e panciuta, è farcita da un hamburger succoso grigliato alla perfezione, una fogliolina leggera di insalata e una fettina di formaggio cremoso per dare ancora più sapore. Sotto il corpo rotondo spuntano due gambette lunghe e sottili coperte da calze rosse e scarpe marroni con la punta all’insù mentre, sulla ciambella salata della testa, Annis indossa un soffice cappello color ketchup con una puntina di ricotta spumosa per pompon e lo ha anche decorato con un bel fiore verde dalle punte innevate. I suoi occhi della ciglia curate brillano di felicità, molto più di quanto esprima il sorrisino timido e grazioso. Ci tende le braccia con affetto e intanto ci invita ad aspettare qualcosa di buono che arriverà molto presto.
| Materiale | Stoffa |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 26 cm |
| Profondità | 12 cm |
| Altezza | 70 cm |
