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Judy appese all’abete un piccolo cavallino a dondolo in legno. Apparteneva a nonna Giuditta che, quando lei era bambina, ospitava a casa i suoi nipotini per le feste. La nonna amava le coperte ricciolute di pellicciotto, i biscotti fatti in casa e soprattutto le decorazioni natalizie, tant’è che ogni anno ne aggiungeva di nuove e, se notava che lo sguardo di uno dei nipotini si fermava per qualche secondo di più su questo o quell’addobbo, lei subito glielo regalava. Da piccola Judy pensava che il salone addobbato della nonna fosse addirittura più bello di quello della signora Claus.
E negli anni, partendo dalle coperte calde e dalle tazze di cioccolata con i marshmallow, ce l’aveva messa sempre tutta per ricreare a casa la sua la stessa atmosfera da sogno che in cui adorava immergersi da piccola quando trascorreva le feste insieme alla nonna. Ricordava benissimo il salone della nonna e tutte le sue decorazioni, visto che erano riprodotte nei suoi disegni con gli acquerelli e i pastelli a cera, naturalmente uno dei doni natalizi chiesti a Babbo Natale con più calore. Scattò una foto dell’albero appena addobbato e la condivise con i suoi cugini. Però, guardandola, si accorse che mancava qualcosa. Seduto sulla sedia a dondolo della nonna c’era un personaggio di cui lei aveva un ricordo un po’ vago anche perché, riguardando i suoi disegni, scoprì che quell’angolo mancava.
Qualcuno bussò alla porta. Ancora assonnata, in un primo momento Judy non si rese conto di chi avesse davanti, anche perché stava posando gli occhi su uno gnomo in abito verde con un cappello di tartan e la barba lunga e fluente che sembrava quella di Babbo Natale. “Ciao zia!”, gridò lo gnomo. Judy si stropicciò gli occhi, ormai convinta di star sognando, ma poi un bimbetto biondo la superò per entrare in casa con lo gnomo tra le braccia e corse a posarlo sulla sedia a dondolo accanto all’abete. Suo cugino Alfredo le sorrise. “Presto arriveranno anche gli altri. Quest’anno Natale si festeggia a casa tua visto che ormai il tuo salone è diventato uguale a quello della nonna. Ah, a proposito. Questo è tuo”. Le porse un disegno. Tutti i cuginetti erano in posa accanto alla nonna sulla sedia a dondolo e sulle sue gambe c’era lo gnomo barbuto con il cappello tartan calato sugli occhi e la barba lunga. Ora ricordava. La nonna lo aveva voluto perché somigliava a nonno Alfredo.
Lo gnomo di Natale con la barba lunga e il cappello tartan che riunisce chi si vuole bene
Konnor ama le feste trascorse in compagnia accanto al fuoco e con le note allegre di una musichetta di cui è piena l’atmosfera, già profumata dagli aromi della cioccolata calda e dei biscottini di zenzero. In fondo è come festeggiano tutti gli amici di Santa Claus.
Lo gnometto paffuto si riconosce subito tra i suoi amici per il cappello di stoffa tartan che non toglie mai, una nuvola leggera imbottita di soffice ovatta, che gli copre interamente il viso e lascia scoperta solo una pallina, grande e rotonda, qual è il suo buffo nasino. Ha incredibilmente a cuore la barba folta, una cascata di neve che scende in ciocchette lisce e un po’ ondulate quasi fino ai suoi piedi, uno stile che al Polo Nord tutti gli gnomi conoscono bene, perché è esattamente quello di Santa Claus. La barba, comunque, non gli copre tutto il vestito verde scuro, un caldo abbraccio di rami d’abete intorno ai fianchetti bassi e morbidi fino ai piedini sottili.
Natale è alle porte e già nell’aria c’è la voglia di divertirsi. Konnor sarà il primo a cominciare a far festa.
| Materiale | Stoffa |
|---|---|
| Colore | Tartan |
| Larghezza | 20 cm |
| Profondità | 14 cm |
| Altezza | 50 cm |
