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“Caro Babbo Natale, mi chiamo Egidio. Vivo con la mia famiglia, mamma, papà e mio fratello Carmine. Quando eravamo più piccoli mio fratello giocava tanto con me, costruiva le rotaie per far correre i treni e i fortini per nascondere dietro i cowboy durante le battaglie. Una volta mi regalò anche l’orsetto che tu gli avevi portato quando lui era proprio un bambino, si chiamava Jacob e ci divertivamo un sacco con lui! Lo mettevamo nel cestello della bicicletta mentre Carmine mi insegnava a pedalare senza le rotelle oppure in porta quando giocavamo a chi lanciava più volte la palla per segnare rigore. Purtroppo però l’orsetto si è rotto e adesso Carmine è diventato grande e non ha più tempo per giocare con me. Quest’anno non ti chiedo molto, solo un regalo da dividere di nuovo con mio fratello. Ti ringrazio. Il tuo affezionato Egidio”, e firmò ricalcando con molta attenzione le lettere tondeggianti del suo nome e ritraendo Babbo Natale a cavallo della slitta.
La mamma lo aiutò subito a chiudere la letterina, appiccicare il francobollo e poi insieme uscirono per imbucarla in piazza dove c’era una cassettina delle lettere rossa con il sigillo del North Pole. Egidio non aveva voluto dire a nessuno cosa avesse chiesto a Babbo Natale, sostenendo che i desideri non andassero mai rivelati prima del tempo, ma dal giorno della letterina non faceva altro lanciare continue occhiate ansiose all’albero, aspettando di veder comparire non sapeva neanche lui esattamente cosa.
E finalmente venne la mattina di Natale. Il bambino scese in salone quasi timoroso. “Guarda qui Egidio!”, esclamò la mamma non appena lo vide comparire ancora assonnato e con una buffa espressione di incertezza, “C’è un regalo per te!”. Lui corse a sollevare il coperchio del grande scatolo rosso e, con le mani che gli tremavano, sollevò un orsetto marroni in pantaloni rossi e maglioncino a quadri con un simpatico cappello da Babbo Natale sulla testa riccioluta. “Che cosa abbiamo qui?”, chiese una voce un po’ roca alle spalle di Egidio. Carmine scambiò un cenno d’intesa con la mamma. “Che bell’orso! Mi ricorda Jacob, vero? Gli somiglia un sacco e sai che ti dico… È una bella giornata e secondo me il tuo nuovo orsetto ha voglia di imparare ad andare sullo skateboard”. Il desiderio di Egidio si era realizzato.
L’orsetto di peluche natalizio in pantaloncini a coste e cappellino da Babbo Natale che ama sognare
Jacob è un cucciolo d’orso simpatico e socievole che non vede l’ora di lanciarsi in un gioco allegro e festoso, magari seguito da una buona tazza di cioccolata calda, proprio come i piccoli amici di Santa Claus. Anche lui del resto è un amico di Santa, che gli ha regalato un cappellino rosso con un caldo bordino di pellicciotto e una pallina di neve per pompon a cui Jacob ha appuntato un rametto di agrifoglio con le bacche rosse piccole e vellutate.
L’orsetto ha una pelliccia marroncina del colore dei tronchi di abete pronti ad essere addobbati, ma si vede poco, perché anche lui è vestito a festa. Essendo un po’ freddoloso indossa un maglioncino a quadri rossi e verdi con una sciarpetta bianca dalle frange rosse e un paio di spessi pantaloni a coste bordeaux che si tira fin sul pancino soffice dai fianchetti abbondanti. Anche le zampe sono infilate in un bel paio di stivali di lanetta marrone molto caldi e confortevoli a cui infatti non rinuncia mai.
Il cappellino da Babbo Natale copre un orecchio del suo viso. Gli occhi quasi si nascondono tra i riccioli della pelliccia, mentre il musetto è liscio e rado e lascia spuntare la pallina tonda del nasino e il bel sorriso rassicurante. Anche lui aveva espresso un desiderio: trascorrere le feste insieme a noi.
| Materiale | Stoffa |
|---|---|
| Colore | Rosso-Marrone |
| Larghezza | 28 cm |
| Profondità | 12 cm |
| Altezza | 50 cm |
