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“Tana per Carlotta!”. Il piccolo Giuseppe urlò con tutto il fiato che aveva in gola puntando il dito verso la cuginetta di cui finalmente era riuscito a scorgere il lembo del vestitino di velluto verde. A lui, che era il più piccino della compagnia, non capitava spesso di vincere a nascondino visto che i cuginetti, tutti più grandi ed esperti, conoscevano nascondigli che lui non immaginava neanche. In realtà Carlotta si era fatta beccare in un attimo di distrazione, poiché aveva sentito il timer del forno dove cuocevano i biscotti con le gocce di cioccolato. La mamma, intanto, gli aveva scoccato un’occhiataccia. “Avete fatto sobbalzare il nonno un’altra volta!”.
Nonno Giuseppe, seduto in poltrona con gli occhiali sul naso e il giornale tra le mani, li guardava con un’espressione divertita e impensierita allo stesso tempo. Mancava ancora un bel po’ alla cena della Vigilia, pensava, e il gioco era appena cominciato. “Tana per…”, urlò Valerio spuntando dal corridoio, ma poi si bloccò perché tutti lo fissavano. “Facciamo un gioco più tranquillo”, propose allora Carlotta, conciliante, “Giochiamo a sasso, carta e forbici!”. I bambini si radunarono con gridolini acuti di entusiasmo e sedettero in cerchio ai piedi della poltrona, urtando i rami dell’albero addobbato e facendo tremolare le palline, tanto che il nonno fece appena in tempo a bloccarne una di vetro trasparente con una leggera sfumatura dorata, prima che scivolasse giù per terra.
“Comincio io”, dichiarò Carlotta, portando la mano dietro la schiena. “Perché, perché?”, brontolò Manuele, seguito da un’espressione polemica di Giuseppe. “Perché sono la più grande!”, tagliò corto lei con voce stizzita e il nonno alzò di nuovo lo sguardo al cielo, perdendo per la terza il filo del discorso dell’articolo che stava leggendo. “Pronti, via!”, esclamò la bambina. “Carta”, disse con tranquillità nonno Giuseppe. Carlotta annuì. “Di nuovo carta”. E continuò ad indovinare, sasso, forbici, ancora forbici, sasso, carta. “Fai provare me”, gridò allora Manuele e, anche con lui, il nonno non ne sbagliò una. Nella concitazione del momento i bambini non si erano assolutamente accorti che il nonno aveva ancora in una mano la pallina trasparente che, appesa al ramo sopra le loro teste, rifletteva tutti i loro movimenti.
“Volete continuare?”. I piccoli si guardarono uno ad uno e si avvicinarono per discutere di quel curioso avvenimento. Nonno Giuseppe sospirò con un sorriso e lasciò andare il ramo. Il sole era quasi tramontato, a breve sarebbe cominciato un bel film con tanta neve e i bambini si sarebbero distratti con Babbo Natale, i regali e i biscotti. Finalmente poteva leggere il suo giornale.
La pallina natalizia di vetro che si tinge d’oro nell’atmosfera del Natale che si avvicina
Gli ultimi raggi del sole incontrano i primi bagliori degli astri che si accendono sulla notte più attesa dell’anno quando, tra i camini delle case sonnolente, Santa Claus compie la sua magia e trasforma i sogni in realtà. È un momento speciale, racchiuso nella Secret Comet Orbit, la scia segreta, eterea, che si vela appena d’oro al tramonto e presto si trasformerà in una notte stellata. Le prime comete però sono già spuntate e attraversano la sfera trasparente con gli intrecci delle loro code sottili scintillanti di polvere dorata. È ora di esprimere un desiderio, certi che si avvererà molto presto.
| Materiale | Vetro |
|---|---|
| Colore | Oro |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Lucido |
