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Fulvio si fermò ad osservare la decorazione di un’automobile rossa con la targa che recitava ‘Joy’ e a bordo un’allegra famigliola di pupazzi di neve con sciarpe e cappelli colorati e gli immancabili nasini da carota. Il piccolo Jacopo si era letteralmente innamorato di quella famigliola ed era stata un’impresa convincerlo a non trascinarla in cameretta. Fulvio sbloccò al volo lo schermo del cellulare.
Il primo abito natalizio di Fulvio era stato un pupazzo da neve con una sciarpetta rossa e un naso arancione legato ad un elastico che gli scivolava continuamente dal viso. La mamma amava incredibilmente gli omini di neve e aveva trasmesso quell’affetto anche al figlio. Le ricordavano la sua infanzia e Fulvio lo capì, appena fu più grandicello, guardando la foto incorniciata sul comò dalla mamma. Da piccolo si era sempre chiesto chi fosse quella bambina, che lui non riusciva assolutamente a riconoscere, mentre giocava sulla neve insieme ad un signore alto con i baffi scuri che lui non conosceva. Era stato il suo papà a fargli notare quanto gli occhi celesti della bimba somigliassero a quelli della mamma e del signore che giocava insieme a lei. “Il nonno!”, aveva esclamato allora lui. Si stavano divertendo a realizzare dei piccoli pupazzi di neve mettendo l’una sopra l’altra due sfere compatte. “Poi mettemmo le carote al posto del naso e i cappelli sulla testa”, gli aveva raccontato la mamma, “Erano la nostra famiglia di pupazzi di neve, ma durarono poco oltre il tempo di scattare quella fotografia perché giocando con lo slittino persi l’equilibrio e li investii in pieno”.
Ma da quel momento Fulvio aveva condiviso la passione della mamma riuscendo a trasmetterla anche a sua figlia Gaia. Che proprio in quel momento arrivò di corsa per uscire dalla porta insieme al papà, ma inciampò nei pupazzi di neve a bordo rovesciandoli. La decorazione cadde e scivolò lungo il vialetto, la bambina su di essa e il papà insieme a lei. Si alzarono sorridendo e Fulvio scattò una selfie per la mamma con gli omini di neve alle spalle. “Stiamo arrivando”, le scrisse subito dopo.
I pupazzi di neve in famiglia che viaggiano a bordo del Natale
La famiglia di neve è finalmente pronta a partire. Hanno preparato questo viaggio con un entusiasmo a dir poco festoso, studiando a lungo l’itinerario tappa per tappa e, ora che la meta è vicina, non stanno più nei fiocchi di neve.
Fatti della prima neve della stagione natalizia, senza il clima di festa non possono proprio fioccare. Chicco di Neve è il più panciuto dei tre, un burlone che ama vestirsi come Santa Claus con sciarpa rossa e cappello con il pompon. Non teme certo di farsi notare e infatti ha già alzato la mano per attirare la nostra attenzione, avrà sicuramente qualcosa di buffo da raccontare. Brina è paffuto ed elegante, non rinuncia mai al suo cilindro e ad una sciarpa color tronco di pino che gli lascia scoperti i bottoni sulla pancia. Deve aver affrontato una curva particolarmente pronunciata perché un po’ di neve si è accumulata su una guancia che ora è più paffuta dell’altra. Ghiaccioletto, invece, di fiocchi bianchi ne ha presi molti meno dei suoi amici e infatti è il più piccino dei tre. Ha bisogno di un berretto di lana verde perché è anche freddoloso e sul viso perfettamente tondo, proprio da pallina di neve, spunta un sorrisino timido ma talmente caloroso che gli fa addirittura arrossare le guance.
Viaggiano a bordo di un’auto rossa con i fanali di luce calda come le lucine dell’albero e la targa, riconoscibilissima, del Polo Nord, ‘Joy’. Arrivano già con un messaggio, Merry Christmas, ma è solo l’inizio. Dopo aver viaggiato tra le stelle avranno di che raccontare per tutte le feste.
| Materiale | Metallo |
|---|---|
| Colore | Multicolor |
| Larghezza | 60 cm |
| Altezza | 68 cm |
