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Cristina mescolava energicamente sciroppo di miele, frutta candita, mandorle, farina e cannella. Il piano cottura, tutto infarinato, come anche lei del resto, era ingombro di spezie il cui profumo dolcissimo le faceva pizzicare il naso. Quel dolce era la sua prova per il pranzo in famiglia dell’8 dicembre e non voleva assolutamente sbagliare. Concentratissima, si spostò i capelli dalla fronte con il polso appiccicoso di miele. Non badava a nessuno, non sentiva niente, nemmeno il marito che, nel pieno dell’addobbo del salone, continuava a chiederle quale fosse il posto di questa o quella decorazione. Poi lui le arrivò alle spalle portando tra le mani una renna di legno con un mantello bianco e soffice di pellicciotto e un biglietto d’auguri legato al collo. Si guardarono per un secondo negli occhi. “Possiamo assaggiare?”, domandò lui. “Non ora, quando sarà pronto!”, rispose lei spingendolo fuori dalla cucina.
L’odore del miele e della cannella ormai aveva invaso anche il salone. Il dolce ben cotto era finalmente sul davanzale a raffreddarsi, mentre il sole tramontava. “Possiamo assaggiare ora?”, domandò di nuovo il marito, dopo aver preso la piccola renna. “Quando sarà pronto!”. “E non lo è?”, brontolò lui, “Ce lo avevi promesso!”. Cristina scosse la testa. “Ci vuole lo zucchero a velo”, rispose, poi notò la renna e andò subito a metterla accanto alla tenda bordeaux del balcone. “Sai che da bambina ero sicurissima di aver visto l’ombra delle renne stagliata contro la luna? Così cominciai a lasciare una fetta di torta e un biscotto anche per loro oltre che per Babbo Natale”. “Sfameresti le renne di Santa Claus ma non me!”. “Oh smettila!”, e mise il dolce frigo.
La mattina successiva, entrando di buon ora in cucina, trovò la renna, anziché sul davanzale, accanto al frigorifero con un altro biglietto al collo. “Nutri la renna!”. Cristina scoppiò a ridere. “Le renne del Polo Nord sono ghiotte di dolci, lo so, e in fondo è ora di colazione. Chi vuole assaggiare un po’ di panforte?”, chiese a voce alta, sentendo immediatamente i passi del marito dirigersi verso la cucina.
La renna natalizia dal manto innevato custode della gioia
Su zoccoli minuti, silenziosa, quasi eterea, Dallas si avvicina a noi per portarci dal Polo Nord un soffio innevato carico di spirito festoso. In piedi sulle zampe snelle e longilinee, con il collo sinuoso spunta tra i giovani arbusti, con cui condivide il colore tenue del manto, e solleva due regali palchi di corna ramificate leggermente più appuntite agli angoli, arrotondate verso la testa, che crescono sottili e maestose incurvandosi verso l’alto. Sembra stia aspettando qualcosa e intanto tende le lunghe orecchie affusolate. Forse la neve, visto che il suo mantello soffice è già intriso di neve, una candida e fitta cascata di ciocche che scendono ordinatamente fino alle zampe. Forse aspetta noi ed è a noi che è sicuramente rivolto un biglietto di corteccia d’abete con il messaggio Merry Christmas, che Santa Claus le ha legato al collo con un laccetto di juta insieme ad un rametto appuntito e una pigna. Possiamo finalmente darle il benvenuto con un po’ di dolcezza.
| Materiale | Legno |
|---|---|
| Colore | Naturale |
| Larghezza | 17 cm |
| Profondità | 7 cm |
| Altezza | 45 cm |
