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Per la piccola Ester, addobbare casa come nei suoi libri di favole natalizie, era una gioia. Insieme alla mamma e alla sorella maggiore la bimba si stava divertendo a costruire un villaggio di Babbo Natale in miniatura ed era già a buon punto. Con i bicchieri di plastica rossi rovesciati aveva creato una montagna di casette per gli gnomi, decorandole qua e là con fiocchi di ovatta come fossero neve, mentre i bastoncini del gelato erano diventati le graziose botteghe degli elfi, coperte da rami di abete. In una delle botteghe, più grande delle altre, la sorella aveva messo paglietta e pezzettini di carota. “Per fare la renna potremmo usare un rotolo di…”. “Ce l’abbiamo già la renna!”, gridò la bambina correndo verso un mobiletto basso dove, accanto al telefono, c’era la statuetta di una renna marrone dalle corna dorate carica di festoni, fiocchi e palline colorate. “Forse è un po’ grande…”. La sorella la rassicurò subito: “Ha il musetto voltato verso le carote, guarda… si vede che il villaggio le piace già!”.
Eppure, nei giorni successivi, quasi mai la renna era al suo posto nel villaggio. Qualche volta Ester la vedeva affacciata, con i palchi di corna contro il vetro, qualche altra volta sulla poltroncina fuori al balcone. “È perché mancano pochi giorni a Natale”, le spiegò la sorella, “Tra poco passerà Santa Claus con la slitta e Brandon vorrà salutare le sue amiche renne. Le renne di Natale si conoscono tutte sai?". Ester sgranò gli occhi. Come aveva potuto non pensarci! E la sera della Vigilia fu proprio lei a metterla accanto al balcone, dove supponeva sarebbe entrato Babbo Natale, dopo averle incollato al naso un batuffolo di ovatta colorata di rosso perché, lo sapevano tutti, le renne speciali dal naso rosso erano sempre in grado di trovare la strada verso chi amavano.
Qualcosa di morbido solleticò il viso di Ester, prima una volta, poi un’altra. Nel dormiveglia la bambina si voltò per sfuggire al solletico, ma continuava e alla fine aprì gli occhi incontrando i primi raggi del sole che entravano timidamente dalle finestre chiuse. La sua renna era sul cuscino accanto a lei. Aveva ancora il batuffolo rosso per naso e un nastro dorato avvolto intorno alle corna. Ester corse in salotto con la renna stretta in braccio. Nella stalla non c’erano più carotine, ma sotto l’albero era apparso un bel pacco.
La renna di Babbo Natale portatrice del dono della gioia
Brandon è una renna giovane e festosa che, rivolgendo gli occhi neri lucenti al cielo della notte di Natale, ha già visto avvicinarsi qualcuno che noi attendiamo, ma non vediamo ancora.
Il manto levigato da renna dei boschi d’abete è bruno e ancora un po’ screziato di neve, soprattutto lungo le zampe snelle dagli zoccoli scuri e il collo muscoloso. Con il muso segnato dai riccioletti di pelo si sta voltando a guardarci, puntando il naso liscio in una direzione ben precisa, e ha l’espressione attenta e le orecchie affusolate distese come a voler ascoltare un suono. Brandon è uno spirito festoso, carica com’è di festoni intrecciati di foglie di agrifoglio dalle bacche piccole e rosse e di palline colorate e nastri rossi. Un festone si poggia sul dorso robusto, un altro, carico di campanelle è intorno al collo dove pende annodato un fiocco rosso dalle lunghe code e un’altra campanella, il cui suono è udibile solo ai veri amici di Santa Claus. Le rigide corna rivolte verso l’alto, fitte di rami ora più rotondi, ora più appuntiti, dorate come le stelle, Brandon sta per spiccare il volo. Si prepara ad un incontro meraviglioso e noi insieme a lei.
| Materiale | Resina |
|---|---|
| Colore | Marrone |
| Larghezza | 30 cm |
| Profondità | 16 cm |
| Altezza | 40 cm |
