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La rosellina in cima all’abete cadde dritta dritta sul cappello di legno dello schiaccianoci in divisa vellutata champagne. Un’altra volta. Vittoria e Diego udirono il tonfo e si immobilizzarono all’istante mentre il pallone rotolava in direzione della mamma. “Non siamo stati noi!”, esclamarono in coro. Lei sospirò. “Povero Schiaccianoci… meriterebbe una medaglia per la pazienza che ha con voi due!”.
I due bimbi, sin da quando era apparso di guardia sotto l’albero con la spada sguainata, lo avevano considerato un compagno di giochi, trascinandolo in giro per la casa. Vittoria gli aveva offerto dei biscotti, le cui bricioline erano rimaste sui baffi soffici, Diego invece lo aveva eletto a capo del suo esercito di soldatini in miniatura ma, nell’assalto del drago, lo Schiaccianoci a cavallo di uno skateboard era rovinato sui rami bassi dell’albero facendo cadere una rosellina color champagne con le foglie sottili dalle punte cosparse di glitter lucente. Il bambino, pur di nasconderla alla mamma, l’aveva infilata tra i capelli canuti del soldatino ma, contro il bianco, con le lucine che si riflettevano sul glitter dorato, la mamma se ne era accorta subito.
Anche quella mattina i due fratellini erano in vena di giochi. “Stiamo attenti, mi raccomando, facciamo piano”. “Shh”. “Giochiamo lontano dallo Schiaccianoci, ok?”. Il campo era pronto, solo due tiri si erano detti e lo schiaccianoci sarebbe stato l’arbitro, lontano da loro e quindi al sicuro. Il primo colpo andò subito a segno a favore di Vittoria, il secondo di Diego. Nel bel mezzo della sfida, però, la bimba aveva calciato il pallone con tutta la sua forza, mandandolo contro l’albero, e facendo cadere la rosellina, ancora una volta, sulla testa del soldatino di legno.
“È vero, merita una medaglia!”, esclamò prontamente Vittoria. Raccolse la rosa dalle foglie leggere e brillantinate e la appuntò sul petto dello schiaccianoci, poi gli dette un timido bacio sulla guancia. “È dello stesso colore della sua divisa! Mamma può tenerla?”. Lei non riuscì a trattenere una risata. “Ma sì, certo… in fondo deve proprio avere un bellissimo fiore al posto del cuore!”, e li abbracciò entrambi.
La rosa natalizia dal cuore d’oro e i petali leggiadri
Il bocciolo della rosa Ricordo delle Stelle è un piccolo tesoro custodito da una nuvola liscia e vellutata di petali, velati da un arcobaleno di venature sottili profondamente ramificate. I petali interni avvolgono e custodiscono il bocciolo mentre i più esterni, ormai completamente fioriti, sono schiusi e chinano le punte verso il basso, curvandosi in una morbida onda. Sulla cima del gambo corto e marrone della rosa spuntano due foglie leggere, anch’esse dorate e cosparse di venature, ma di una tonalità color panna più tenue, come fossero schiarite perché attraversate dalla luce di un’aurora boreale. E la luce dell’aurora, spuntata in una mattina natalizia, si è anche cristallizzata in piccoli frammenti dorati, rimasti sulle punte sia dei petali che delle foglie, e in sottili scie brillantinate che puntano dritte là dov’è il Polo Nord. E, lì, c’è anche Santa Claus.
| Materiale | Velluto |
|---|---|
| Colore | Panna |
| Larghezza | 12 cm |
| Profondità | 8 cm |
| Altezza | 27 cm |
