Utilizziamo i cookie per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Per rispettare la nuova direttiva sulla privacy, è necessario chiedere il tuo consenso per impostare i cookie. Per saperne di più.
“Papà quale sei tu da piccolo?”. Stefano si chinò oltre la spalla del figlioletto e sbirciò la foto dell’album che il bambino stava sfogliando. Una delle istantanee mostrava due ragazzini, uno un po’ più alto con un buffo sorriso privo di un dentino, e l’altro più piccolo che portava sulla testa un cerchietto con le orecchie da elfo. Tra i bambini posava un soldatino Schiaccianoci in divisa rossa e blu con un imponente cappello nero e un tamburo tra le mani. “Secondo te?”. Il bambino, un po’ timoroso di dire al papà che non ne aveva proprio idea, puntò il dito contro lo Schiaccianoci e Stefano scoppiò a ridere. “Io sono il piccolino. Il soldato di Natale, invece, è quello lì”. E lo indicò sotto l’abete, accanto ad alcuni regali pronti per essere portati a destinazione. “Oh! Ma allora è tuo!”.
Stefano era il minore di quattro fratelli, il più scatenato e combinaguai. La sua passione per il calcio, nonostante sapesse benissimo di non dover giocare a palla in casa, era più forte e approfittava anche della più piccola distrazione della mamma per qualche tiro. Ma un giorno un lancio particolarmente forte colpì la vetrinetta con gli Schiaccianoci rossi e blu che barcollarono pericolosamente per qualche secondo, poi quello con il tamburo tra le mani cadde con un tonfo sordo. Il ragazzino aveva cercato in tutti i modi di rimetterlo a posto, ma era troppo basso per arrivare alla mensola e così era scappato ma, il giorno dopo, aveva trovato il soldato in cameretta, in piedi davanti alla cesta con i suoi palloni, come a volerlo sorvegliare.
“Ero incredulo e meravigliato”, confessò Stefano al figlio, “Talmente tanto che non ebbi il coraggio di spostarlo per prendere il pallone. Non posso dire di non aver più giocato a palla in casa… ma sicuramente non ho fatto più danni”. “Lo riportiamo a casa di nonna Francesca allora?”, domandò il figlio. “Sì, è ora che torni a casa”. La nonna li aspettava sulla soglia. Prese affettuosamente lo Schiaccianoci e andò a riportarlo al suo posto. “Hai imparato che non si gioca a palla in casa?”. “Sì. Non si gioca a palla in casa, vero Dario?”. Il bambino finse di non sentire e guardò altrove.
Lo Schiaccianoci natalizio in divisa rossa e blu che suona il tamburo e dà ritmo alle feste
Il Musico del Battito di Cometa è un abile musico che, con il ritmo del suo tamburo, guida le fila dei soldatini di Natale nella loro importantissima e meravigliosa missione: portare a casa nostra lo spirito del Natale.
Il Musico del Battito di Cometa indossa una giubba rossa con colletto, spalline e polsini dorati, decorata sul doppiopetto da cristallini magici, anch’essi bordati d’oro, che amplificano ancora di più la sua musica. La cintura nera sottile dalla fibbia dorata gli stringe la vita panciuta e ai piedi indossa alti stivaloni militari neri dai lacci d’oro che, anziché impronte di passi, imprimono note musicali. Fiero e allegro si presenta a testa alta con il suo chepì, il cappello tradizionale nero dei soldatini che lui porta decorato con un diadema regale a forma di stella e una pietra preziosa.
Il soldatino di legno colorato a mano che ci fa danzare dalla felicità
Musico del Battito di Cometa è l’unico tra i soldatini natalizi a non brandire armi, bensì un tamburo snello, rosso con le casse dorate, che suona con due bacchette ricavate direttamente dalla coda delle stelle comete. Ha un’espressione da cui traspare la più assoluta concentrazione, gli occhi cerulei sgranati avvolti alle pupille nere e protetti da due grosse sopracciglia dipinte a punta in giù. Al centro del viso dalla carnagione chiara spicca un grande naso aquilino, giusto al centro tra i baffi dalla punta in su e, se i baffi sono neri come la notte di Natale, la barba lunga e liscia è una danza di soffici fiocchi candidi la cui meta è il tamburo su cui si posa. Anche la capigliatura è canuta, una cornice innevata che si gonfia ai lati del viso gentile.
Musico del Battito di Cometa è pronto alla sua arringa, è pronto ad aprire, con la leva sulla schiena, la bocca rossa con i denti bianchi rotondi, come ogni soldato del suo valoroso esercito. La sua musica ha un ritmo segreto percepibile solo alle orecchie di un amico di Santa Claus ed è per noi, presto, che suonerà.
| Materiale | Legno |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Tocco dell'Elfo Mastro | Barba e capelli in tessuto |
| Larghezza | 8 cm |
| Profondità | 7 cm |
| Altezza | 33 cm |
