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Luca si strinse il cappotto sulle spalle e calò il cappuccio sulla testa, nella speranza di ripararsi dal vento gelato, ma le folate ormai gli avevano arrossato le guance e il naso pizzicava. Il cielo nero, pieno di nuvoloni che nascondevano le stelle, tuonava sopra la sua testa e il ragazzo era sicuro avrebbe iniziato presto a piovere. Strinse un pacchetto sotto il cappotto e lasciò il suo rifugio sotto la pensilina del bus. Non c’era un minuto da perdere.
Alba lanciò un’occhiata distratta alla finestra e al cielo gonfio di pioggia. Posò una pila di piatti sulla tovaglia bianca e ne osservò le illustrazioni degli abeti innevati, di una slitta che trasportava doni e una casetta di legno dal tetto completamente imbiancato e sorrise pensando a quante volte, anni e anni prima, suo figlio disegnasse quadretti natalizi simili a quei disegni, ispirandosi ai film di Natale che guardavano insieme sul divano ogni pomeriggio. La tavola era vestita a festa, proprio come piaceva a lei, con una bella ghirlanda al centro decorata da candele e rametti di vischio bianchi come segnaposto. Dalla cucina arrivavano odori deliziosi, in forno cuocevano dei biscotti e la stanza si era riempita di una nuvoletta di zucchero a velo appena rovesciato sul panettone.
Il campanello trillò una volta, poi un’altra e un’altra ancora, e in breve le voci che arrivavano dalla televisione, da una versione animata di Canto di Natale, furono coperte da chiacchiere e risate. La porta si richiuse ancora una volta e Alba tornò a guardare la tavola con i bei piatti decorati e poi la finestra che dava sulla strada.
Luca corse a perdifiato, ormai inzuppato dalla pioggia. Il vento era così pungente che quasi quasi si aspettava anche nevicasse. Le sue gambe conoscevano la strada e si muovevano rapide e sicure tra i marciapiedi illuminati della sua infanzia che, in quei mesi di lontananza, gli erano mancati così tanto.
Il campanello trillava e trillava, ma il vociare lo copriva finché, dalla tavola, il piccolo Massimo chiese: “È Babbo Natale?”. E forse Luca poteva davvero essersi sembrato Babbo Natale, con il cappotto rosso stretto sulle spalle e un buffo cappello di pellicciotto con il pompon bianco, ma non ebbe il tempo di esclamare “Ho, Ho, Ho” perché subito Alba corse ad abbracciare il figlio e lo spinse a tavola. Gli aveva già riempito il piattino con la casetta di legno innevata di tartine e insalate varie, mentre lo zio raccontava barzellette e i bambini già si passavano le carte del Mercante in Fiera. Luca incrociò lo sguardo della mamma e sorrise. Era tutto come doveva essere e lui non vedeva l’ora di essere a casa per Natale.
Il servizio di piatti natalizi che ci porta a casa per le feste
In lontananza si accende una luce familiare, che si staglia nitida e calda contro il biancore di un sentiero innevato. Manca poco ormai e presto si riunirà di nuovo chi non si vedeva tempo, al calore delle fiammelle di un camino. Presto sarà di nuovo tempo di festa, di stare insieme, di ridere e condividere ciò che di bello è appena arrivato. È tutto ciò che un amico di Santa Claus desidera.
È tutto ciò che non vedeva l’ora di rivivere ancora una volta. Sui piatti candidi di neve il viaggio è appena cominciato. Forse da lontano, sul piatto piano, dove lo sguardo si immerge tra i mucchi di neve bianchissimi e un po’ si perde tra gli abeti dai tronchi sottili altissimi e rigogliosi di rami verdi che accolgono dolcemente il peso della neve tra gli aghi. Il viaggio continua, passando per il piatto fondo, lungo una strada che il cuore conosce molto, perché l’ha percorsa tante volte, passo dopo passo sulla neve soffice e più spesso anche nei sogni. Porta con sé un dono, anzi un carico di pacchi regali chiusi da code di comete dorate e arricciate, posare sulla slitta di legno che, pur non volando nel cielo stellato, avanzerà rapida.
Ha una meta da raggiungere e ormai manca poco, così poco… sul piattino, sempre più vicina, tra gli alberi che spuntano oltre la neve, c’è casa, una piccola casetta di legno con il tetto e il comignolo imbiancati. La porta è ancora chiusa: aspettava noi per essere aperta. E, ora che ci siamo, la festa può cominciare perché finalmente ogni amico di Santa Claus è lì, esattamente dove doveva essere, e con chi non vedeva l’ora di rivedere.
| Materiale | Porcellana Bone China |
|---|---|
| Plus | Lavabile in Lavastoviglie |
| Composizione Set Piatti | 6 Piatti fondi - 6 piatti piani - 6 piatti dessert |
| Larghezza Piatti | Piattino: 20 cm, Fondo: 20 cm, Piano: 27 cm |
| Lunghezza Piatti | Piattino: 20 cm, Fondo: 20 cm , Piano: 27 cm |
| Altezza Piatti | Piattino: 2 cm, Fondo: 4 cm, Piano: 2,5 cm |
