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Alina guardò incredula la mamma, convinta di non aver capito bene, ma lei ripeté: “Non ti piacerebbe avere un alberello in cameretta tutto tuo, da addobbare come vuoi?”. La bambina si sentiva sempre così piccina di fronte al maestoso abete che addobbavano in salone. Si fermava ai suoi piedi e alzava il viso verso la cima, stendendo un braccio come se volesse afferrarla, ma non riusciva ad arrivare neppure a metà, nemmeno sollevandosi sulla punta dei piedi. “Sei una gnometta!”, la prendeva in giro il fratello maggiore e, sebbene lei si offendesse tantissimo per questo affronto, bassina com’era, con il pigiamino rosso e il nasino tondo, assomigliava davvero ad un piccolo gnomo con i riccioli biondi.
La mamma la aiutò a stendere bene i rami del mini albero che insieme avevano deciso di mettere accanto al suo lettino su un tappeto bianco a forma di fiocchetto di neve. Alina accarezzò un ramo timidamente, quasi non ci credesse. Nessuno dei fratelli più grandi aveva un albero tutto suo in camera! “Adesso lo addobbiamo, ti va?”, le chiese la mamma. La piccola annuì scuotendo su e giù la testa, talmente forte da rischiare di perdere l’equilibrio, e poi si precipitò in salone, dove il papà aveva posato tutte le ceste porta addobbi. La prima cesta che aprì conteneva dei bellissimi festoni verdi decorati con fiocchetti rossi, provò a tirarne fuori uno, ma era pesante, intrecciato agli altri, e non riuscì a sollevarlo nemmeno di un centimetro. Provò un’altra cesta, dove la mamma aveva conservato delle sfere di vetro che le sembravano delicatissime. Guardò in una terza cesta, piena di fiocchi evidentemente troppo grandi per il suo alberello. “Gnometta”, sentì la voce del fratello nella sua testa e le sue guance divennero rossissime.
Poi la sua attenzione cadde su una scatola più piccola piene di sfere piccine che stavano perfettamente nella sua manina, alcune dorate come un sole, altre lucidissime, altre ancora piene di brillantini. Non le ricordava, forse perché gli addobbi più piccoli venivano appesi sempre in alto, dove lei non ci arrivava. Raccolse le palline e corse in cameretta. Passò l’intero pomeriggio ad appenderle e ai rami e, quando fu pronto, l’alberello le sembrò talmente bello e luminoso che lo abbracciò come fosse un vecchio amico. Improvvisamente sgranò gli occhi e corse alla scrivania, cercando qualcosa. “Cosa fai?”, le chiese la mamma. “Devo scrivere”, rispose lei concitata, “Devo scrivere a Babbo Natale! Deve sapere che adesso ho un albero addobbato tutto mio! Deve sapere dove mettere i regali per me!”.
Le sfere di Natale dorate lucide, opache e glitterate che donano le piccole emozioni che contano
Un piccolo regalo, più è inaspettato e sorprendente, più riscalda l’animo con un calore talmente grande da affiorare sulle guance colorandole di rosso e facendo brillare gli occhi. Santa Claus lo sa ed è per questo che non smette di portare doni ai suoi amici grandi e piccoli che siano. Le sfere Venus Light sono uno di quei doni. Il cuore delle sfere opache contiene l’origine di un’emozione, e cattura l’istante in cui sta per nascere, ma poi l’emozione mette radici nel cuore, quelle radici sono piccole e sottili venature che si imprimono su altre sfere, lucide e nitide, e solo alla fine brillano di una miriade di bagliori scintillanti.
E, quando è così, non può voler dire che abbiamo ricevuto proprio il dono che tanto desideravamo.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Oro |
| Diametro | Ø 4 cm |
| Effetto | Lucido-Opaco-Glitterato-Cangiante |
| Contenuto set | 10 palline |
