Utilizziamo i cookie per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Per rispettare la nuova direttiva sulla privacy, è necessario chiedere il tuo consenso per impostare i cookie. Per saperne di più.
Aurora si stropicciò gli occhi assonnati e guardò l’orologio. Era notte inoltrata e lei si chiese come mai si fosse svegliata, dal momento che di solito aveva un sonno molto pesante. Dalla finestra, coperta dalle tende solo per metà, filtrava la luce dei lampioni della strada, mista a qualche raggio più chiaro e scintillante che doveva essere la luna piena. Un raggio puntava dritto al calendario dell’avvento sulla parete. Era la notte di Natale!
Aurora sorrise. Ora capiva perché si fosse svegliata, perché lo faceva sempre, sin da quando era bambina e non poteva proprio chiudere occhio nell’attesa dell’arrivo di Babbo Natale. Non riuscì più a rimanere a letto e si alzò, uscendo in corridoio senza pantofole per non far rumore e senza accendere la luce. Ormai conosceva a memoria la strada.
Raggiunse il salone, immerso nella quiete della notte, e quasi quasi l'umidità che vide oltre le finestre le fece pensare stesse cadendo un pochino di neve. Sotto l’albero c’erano ceste di dolci, regali e schiaccianoci e… mentre si chinava per sbirciare, anche quella era un’irrinunciabile tradizione di bambina, le sembrò di vedere qualcosa riflesso in una delle palline color della luna. Possibile che fosse… una slitta che si allontanava? No, scosse la testa, non poteva essere.
Andò in cucina a versare una tazza di cioccolata, dolcissima e profumata, e ne ispirò l’aroma di cannella, prima di berne una lunga sorsata che la riscaldò nonostante fosse senza pantofole. Decise di rimanere ancora qualche minuto e si posò sul divano, ma in breve si addormentò, urtando un ramo dell’albero e una pallina d’onde champagne cadde con un tonfo sordo nella tazza.
La mattina successiva si ritrovò ancora con la tazza tra le mani e qualche macchiolina di cioccolato sul pigiama, senza ricordare però cosa fosse accaduto la sera precedente. Solo quando vide la pallina, che galleggiava ancora nella tazza, le tornò in mente di quel magico incontro con Babbo Natale, che forse avvenuto nei sogni o forse o no, ma che le aveva lasciato un’incredibile sensazione di felicità.
Le palline natalizie champagne lucide e a spirale custodi della felicità
Capita spesso di alzare gli occhi al cielo e di cercare, anche se solo con la coda dell’occhio, un’ombra che si staglia contro la luna e indirizza a noi i raggi d’avorio. Quei raggi sono le sfere Splendore di Ricordi, direttrici di spirito festoso: nelle sfere lucide si specchia il sorriso stesso di Santa Claus che, quando attraversa il cielo, scruta con gioia l’orizzonte luminoso e quegli sguardi luccicanti d’emozione li imprime su un’altra delle sfere di luna piena. La slitta che viaggia veloce disegna onde di raggi che si abbracciano le une con le altre, un abbraccio che di sciogliersi non ne vuole proprio sapere, e infine, sull’ultima delle sfere, gli spicchi di affiancano disegnando quella via di luce che infine lo riporterà da dove è partito. A noi lascerà una grande sensazione di felicità.
| Materiale | Polipropilene |
|---|---|
| Colore | Champagne |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Lucido |
| Contenuto set | 100 palline |
