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Un rumore lieve e ovattato attirò l’attenzione della piccola Agata che corse a controllare. Dal festone verde sulla porta erano di nuovo caduti i rametti di vischio dalle bacche bianche, la pianta dell’affetto, e per questo la preferita della bambina a Natale. “Papà! Papà! Aiutami a rimetterli!”. Il papà la prese pazientemente sulle spalle e la sollevò perché potesse intrecciarli di nuovo tra gli aghi verdi e appuntiti del festone. Ma l’aveva appena rimessa a terra che un rametto si piegò e vacillò.
La mattina di Natale era cominciata con il suono di Jingle Bells che arrivava dal carillon in salone. La bambina l’aveva seguito quasi pensando si trattasse di un sogno, ma poi la voce della mamma che salutava allegramente una vicina la risvegliò e anche lei corse alla finestra perché la signora Maria aveva sempre una caramella da regalarle. L’albero, scintillante di luci e di palline bianche, era pieno di doni incartati in un arcobaleno di colori dai fiocchi dorati. Agata ruotò ancora una volta il carillon per sentirne l’allegra musichetta. E, poi, finalmente il campanello trillò. “Chi è?”, chiese lei. “È la nonna, tesoro”.
La famiglia si stava riunendo pian piano. Ora che era abbastanza alta per farlo, Agata era felice di correre alla porta, stringere forte la maniglia e aprire chinando la testolina di lato per sorridere al nuovo ospite. Dopo la nonna era arrivata zia Adele, che come al solito indossava uno scialle di lana caldissimo, eppure incredibilmente pungente. Ogni volta che la abbracciava, Agata si sentiva pungere le guance, ma alla zia voleva bene anche perché profumava sempre di cannella e di biscotti appena sfornati. Il cuginetto quasi la travolse. Aveva in mano uno skateboard, era evidente che non vedesse l’ora di provarlo, e subito si attirò un’occhiataccia della mamma. “Non in casa”, promise, ma ad Agata fece l’occhiolino e corse verso il salone.
Il campanello trillò ancora. “Oh! Non lo avevo visto”. Lo zio, il più alto della famiglia, finì con la testa contro un festone di vischio e il rametto cadde facendo un paio di giri. “Non preoccuparti”, disse alla bambina, subito accorsa a raccogliere le bacche bianche, “Ora lo rimettiamo a posto, così poi mi dai un grandissimo bacio!”. “Ho un’altra idea”. Agata corse all’albero addobbato e sfilò una manciata delle lucide palline bianche e le tese allo zio. “Aiutami ad appenderle al festone in alto! Così le vedranno subito tutti!”. E poi, una volta appese le sfere, gli stampò un grande bacio sulla guancia.
Le palline natalizie bianche dell’affetto più sincero
Tante voci risuonano allegre nel coro delle chiacchiere di chi non si incontra da tempo, e proprio non vedeva l’ora di rivedersi, poi si trasformano in risate e le risate diventano baci e abbracci. È tempo di festa, mentre l’orizzonte si colora di bianco. E non può essere altrimenti, sotto le sfere Snow Party, le rotonde bacche del vischio, piccole perle bianche e lucenti di rugiada, spuntate non appena un sorriso sincero è fiorito sul viso di un amico di Santa Claus. Portano la gioia e l’affetto, invitano a stare insieme e ad imprimere nella memoria ogni istante di pura felicità.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Bianco |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Lucido |
| Contenuto set | 16 palline |
