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Michelangelo sistemò ancora una volta la coccarda del bel pacco regalo che stava portando a casa, anche se l’aveva già fatto almeno tre volte e il fiocco riccioluto era già perfettamente in ordine. Il treno sfrecciava veloce verso il tramonto. Dal finestrino vedeva scorrere rapidamente il verde degli alberi e il rosso dei tetti, ma ancora non riconosceva il panorama a lui più familiare. Aveva sperato di arrivare a casa in tempo per dare il suo regalo al piccolo Nicolò. Pazienza, lo avrebbe trovato sotto l’albero l’indomani. E sarebbe stata ugualmente una bellissima sorpresa.
Nicolò osservava il sole tramontare all’orizzonte. “Mamma, quando arriva papà?”, continuava a chiedere. “Se dovesse fare tardi lo vedrai domani. E apriremo insieme i regali…”. “Ma io voglio vederlo subito, voglio salutarlo subito”, brontolò. “Va bene”, lo sorprese allora la mamma. Voltò il divanetto verso la finestra del salone, che dava direttamente sulla strada, preparò delle copertine calde, due tazze di cioccolata calda e il libro preferito delle fiabe del bambino. Stava per spegnere la luce quando lui la fermò. “Così papà non ci vedrà!”. “Hai ragione”. La mamma abbassò tutte le luci del salone, mantenendo più alti solo i faretti che puntavano sulla finestra, poi sorprese ancora una volta il figlio, sfilando dall’albero le sue palline preferite, delle sfere lucide dorate cosparse di delicatissimi disegnini a forma di corolla, e appendendole alla tenda. La luce dei faretti, colpendo le sfere, sembrava rifrangersi in un mosaico di allegri bagliori che danzavano sul soffitto, quasi come fosse un piccolo spettacolo di fuochi d’artificio. “Wow!”, esclamò Nicolò, “Così ci vedrà anche da lontano!”
Michelangelo varcò il cancelletto di casa e posò la valigia sui gradini. La serata era silenziosa e un po’ buia, perché dei grossi nuvoloni coprivano la luna, ma le luci sulla finestra del salone erano ancora accese e sembravano illuminare qualcosa. Michelangelo si avvicinò incuriosito alla finestra del primo piano con il viso rivolto alla luce.
Nicolò si riscosse improvvisamente come da un sogno e d’istinto si precipitò ad affacciarsi, trovandosi di fronte il viso del papà. “Papà!”, gridò battendo il nasino contro il vetro e facendosi cadere sulla testa una delle palline appese alla tenda. Il papà gli sorrise. Tra le braccia aveva un regalo per lui.
Le palline natalizie dorate che risplendono come occhi felici
Le sfere Golden Moon sono gli occhi che brillano di speranza e meraviglia, quando torna alla mente un bel ricordo o perché il cuore batte un po’ di più e ci dice che il nostro desiderio sta per esaudirsi. Sono occhi che scintillano lucenti, pieni di piccole scintille che sbocciano riempiendoli tutti, e rispecchiano ogni momento di gioia e stupore, ogni pensiero incredibile che non ha bisogno di essere espresso. Ogni amico di Santa Claus, grande o piccino che sia, non vede l’ora di esser sorpreso e di sgranare gli occhi sulla meraviglia che lo attende.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Oro |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Satinato |
| Contenuto set | 16 palline |
