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Una folata di vento improvvisa dalla finestra aperta soffiò giù dal tavolino uno dei disegni della piccola Stella. La bambina, che era già passata ad un nuovo disegno, osservò attentamente il foglio volare fino al camino e si lanciò all’inseguimento per evitare che finisse tra la cenere. Come i suoi genitori scrivevano dei biglietti di auguri con parole molto affettuose per tutta la famiglia, lei, che non sapeva ancora scrivere, preparava dei disegni e poi ricalcava la parola Natale. Sui fogli bianchi la bambina, istintivamente, dal profondo del cuoricino, disegnava ciò che del Natale più le piaceva, come il camino con il festone innevato e la ghirlanda sulla porta. O l’albero con le palline, un disegno su cui si stava concentrando con moltissima attenzione con ben quattro tonalità diverse di giallo, perché c’erano le palline opache, come il sole altissimo nel cielo, le preferite della mamma. Poi quelle lucide a spicchi molto grandi, a spirali e coperte di piccole venature circolari e altre ancora opache e un po’ bombate. Non era mica semplice disegnarle, soprattutto perché dovevano somigliare, nell’altra metà del disegno, alle stelle del cielo scuro che stava guardando in quel momento oltre la finestra alle spalle dell’albero.
Il disegno volato via, caduto ai piedi del camino, raffigurava proprio il camino acceso con tre calze appese, una per i genitori, una per lei, una per il fratello. Raccogliendolo, però, Stella notò che la posizione delle calze non era più quella del suo disegno. Qualcuno aveva di nuovo fatto il furbo e preso uno dei suoi dolcetti? Era uno scherzo del papà, che fingeva di non ricordare l’ordine delle calze, o della sorella a cui piacevano i suoi confettini?
La bambina tornò al tavolino e riprese uno dei pastelli a cera gialli. L’albero era completo, bisognava finire solo le belle stelle dorate, grandi come le palline. Le guardava sempre mentre pensava a cosa avrebbe scritto nella letterina per Babbo Natale. Ma, intanto, non doveva dimenticare di proteggere il suo tesoro e così, una volta finito il disegno, lo appese sopra la sua calza. Con un messaggio scritto in stampatello con un pastello rosso: “PER I DOLCETTI CHIEDERE A BABBO NATALE” e una freccetta che puntava verso le stelle.
Le palline di Natale dorate lucide e opache che illuminano il cielo delle feste
Al calar degli ultimi raggi del sole, oltre i tetti quieti, i Fiori del Cielo si accendono per illuminare il firmamento scuro della notte di Natale e guidare la slitta di Santa Claus fino a noi, dal momento ogni stella è custode di una meravigliosa emozione.
Si riverbera l’attesa nelle sfere opache, perché in fondo al cuore sappiamo che qualcosa di meraviglioso sta per avvenire, e subito quell’attesa si trasforma in una gioia palpitante, in cui ogni palpito è uno spicchio della sfera lucida che specchia i nostri sorrisi allegri. La gioia lascia lo spazio alla meraviglia, punteggia un’altra sfera lucida, pronta a riflettere gli occhi sgranati carichi di emozione. Insieme agli occhi anche il viso cambia forma, gli angoli delle guance si alzano per il sorriso ed ecco che l’emozione si imprime con onde che si alzano e si abbassano sulle sfere, ora lucide ora opache… e infine l’emozione sboccia, poiché finalmente il sole è sorto sulla mattina di Natale e un dono ci attende.
| Materiale | Polipropilene |
|---|---|
| Colore | Oro |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Lucido-Opaco |
| Contenuto set | 34 palline |
