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Il piccolo Lorenzo ascoltava, incuriosito e molto attento, il discorso dei cuginetti, sperando di poter trovare risposta ad una domanda che gli ronzava in testa da giorni: come fare ad incontrare Babbo Natale? “È facile! Basta rimanere svegli tutta la notte e appena senti il rumore di un biscotto…”, stava dicendo Alfredo, con l’aria di chi la sapeva lunga. “Ah sì?”, lo smontò subito Adele, “E tu ci riesci a stare sveglio tutta la notte?”. Alfredo non rispose, segno evidente che, a tenersi sveglio così a lungo, proprio non ci riusciva. “Io so che quando arriva la slitta di Babbo Natale senti il rumore delle campanelle delle renne”, disse timidamente Beatrice, con un filo di voce. “Ma no, non state pensando alla cosa più ovvia”, li interruppe Matteo, il più grande del gruppetto, “Babbo Natale entra dalla finestra o dal balcone, per mettere i regali sotto l’albero, quindi bisogna dormire sul divano del salone…”. A Lorenzo in effetti pareva una buona idea.
“E tu che ne pensi?”, gli chiese ad un tratto Matteo, facendolo sobbalzare. Cosa poteva saperne lui, che era il più piccolo e aveva scritto la letterina per la prima volta proprio quell’anno? A disagio iniziò a giocherellare con una pallina di vetro color champagne sull’albero, ma per fortuna la mamma gli venne in soccorso. “Se volete sapere quando sta per arrivare Babbo Natale…”, i bambini la guardarono attenti e improvvisamente sembrò che tutto tacesse, “Dovete guardare la luna. Se sarete fortunati, con il cielo buio libero dalle nuvole, in quella grande palla gialla che è la luna riuscirete a vedere l’ombra della slitta in volo. E allora potrete stare certi che Babbo Natale arriverà da voi”.
Quella sera Lorenzo decise di fare tesoro di tutto ciò che aveva scoperto nel pomeriggio. Così si accoccolò sul divano, al calduccio, con la testa appoggiata al cuscino accanto all’albero, assicurandosi di avere una buona visuale dell’ampia finestra. E si preparò ad aspettare. Non seppe dire quanto tempo fosse passato, ma ad un tratto la luna spuntò da dietro una nuvola ed era tonda e lucida, quasi come la pallina sul suo albero di Natale. Con gli occhi che pian piano si chiudevano, nel riflesso di quella bella sfera color champagne, gli sembrò davvero di vedere la slitta che volava. E anche il suo cuore volò di felicità.
Le palline di Natale in vetro champagne che riflettono il desiderio di festa
Una luce si accende, poi un’altra, poi un’altra ancora e improvvisamente nel cielo stellato si dipinge la mappa luminosa che presto porterà Santa Claus da noi. La sua slitta è già lì… stagliata contro la superficie, lucida, liscia e luminosa di quella luna rotonda che è l’Incantesimo festoso che allieta il cuore di ogni amico di Santa Claus. Tenue e soffusa, color champagne, l’Incantesimo di Elfo si illumina con riflessi ora più dorati, ora più argentati e, mentre la slitta la attraversa, rimanda l’immagine di un viso sorridente con gli occhi brillanti di emozionante attesa. È solo un attimo… la slitta è passata… è ora di aprire il nostro dono.
| Materiale | Vetro |
|---|---|
| Colore | Champagne |
| Diametro | Ø 10 cm |
| Effetto | Lucido |
