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“Pizza!”, gridò Lara nel silenzio saltando letteralmente dalla sedia e piantando la mano sul tavolo. Oreste, che mentre gli altri non guardavano si era appisolato, sobbalzò con un sussulto. “Indovinato. Finalmente!”, protestò Gloria e si avviò a segnare i punti della squadra. “Ferma!”, la ammonì Gabriella, “Hai detto pomodoro ed era una parola vietata. Meno un punto”. Sbuffando Gloria cancellò il due e scrisse al punto uno, domandandosi come avessero fatto ad impiegare tutto quel tempo a capire che buona, cena, amici e tonda fosse proprio la pizza.
Il pomeriggio della Vigilia era il loro momento speciale. Durante l’anno capitava che non si vedessero o non si sentissero addirittura per mesi, ma il 24 dicembre era imperdibile l’appuntamento dei cugini a casa della nonna per un pomeriggio di giochi. Da bambini ne combinavano di tutti i colori, rovesciavano le sedie e le coprivano con le coperte imbottite per costruire il villaggio di Natale, trinceravano le loro tane con le decorazioni a forma di elfi e renne della nonna e poi si appostavano sotto il tavolo della cucina per conquistare un prezioso bottino di biscotti e tartine. Crescendo erano passati dalle sfide tra indiani e cowboy alle letture ai giochi di carte, fino a sancire tra i loro preferiti il Mercante in Fiera e il Taboo. “Non ci posso credere, siamo di nuovo pari”, sbuffò Ludovica. Toccava a lei leggere la prossima parola, cercando di far indovinare la squadra, ed era l’ultima manche, quindi non poteva assolutamente sbagliare.
Pescò la carta e lesse. Camino. “Beh è semplice”, pensò, “Siamo in tema, è Natale”, e le venne l’incredibile desiderio di sgranare gli occhi verso il camino alle spalle del gruppo, ma si trattenne appena in tempo. Naturalmente non avrebbe potuto pronunciare parole come fiamma o legno o calore e improvvisamente si sentì a corto di idee. “Calza!”, disse poi colta da un’improvvisa illuminazione. Visi perplessi. “Ghirlanda!”. “Porta”, azzardò timidamente Ignazio. “Babbo Natale?”, domandò Letizia. Lei scosse la testa, quanto passava in fretta il tempo con quel gioco, e si guardò intorno alla ricerca di un’idea. Poi lo sguardo le cadde sull’albero addobbato pieno di palline di velluto bordeaux con sottili fili dorati che disegnavano degli spicchi. Somigliavano incredibilmente alle fiamme di un camino. Ludovica afferrò la pallina e iniziò a farla danzare nell’aria cercando di imitare le fiamme che si muovevano. “Camino”, disse Ignazio che, in realtà, aveva completamente ignorato il suo balletto ed era semplicemente riuscito a collegare il concetto delle calze e delle ghirlande che si appendono in inverno. “Secondo te è valido suggerire con il mimo?”, sussurrò Gloria. Ma Ludovica era così felice con la pallina tra le mani che nessuno osò dirle niente.
Le palline natalizie vellutate bordeaux che ricordano ciò che conta
Ciò che conta sono gli istanti di felicità che si condividono in una giornata di festa, tanto ardenti da accarezzare il cuore come la fiammella di un camino. Come le sfere Treasure Meridians, una danza porpora di spicchi vellutati, che accarezzano l’animo in festa e accolgono i suoi desideri, sottili sussurri dorati pronti a scintillare tra quelle fiammelle danzerine. Gli istanti di felicità sono tesori preziosi di cui nessun amico di Santa Claus può fare a meno.
| Materiale | Polistirolo |
|---|---|
| Colore | Bordeaux |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Velluto |
| Contenuto set | 6 palline |
