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Catia lanciò un’occhiata ad uno degli scatoloni in salone approfittando dell’assenza della mamma. Nonostante fossero passati tanti anni, nonostante lei non fosse più quella bambina con le treccine che non vedeva l’ora di fare l’albero e scartare i regali, per la mamma tutto doveva essere fatto con molta, molta calma. Innanzitutto la colazione che, l’8 dicembre, era sempre una tazza di cioccolata calda con un pizzico di cannella, poi un cd con la musica di Natale in uno stereo che Catia sospettava fosse di gran lunga più vecchio di lei e, nonostante ciò, continuava a funzionare anno dopo anno. Poi era il momento della sorpresa perché insieme aprivano tutti gli scatoloni con gli addobbi e le decorazioni, vecchie e nuove, e sceglievano i loro preferiti di quell’anno. Incredibile come ci fosse sempre qualcosa che Catia non ricordava! E anche quella volta, osservando delle sfere rosse rivestite di velluto con una coda dorata che disegnava la forma di un abete, la ragazza si chiese da dove spuntassero fuori. E ne prese una già immaginando quanto sarebbe stata bella appesa all’albero.
“Non sei cambiata affatto”. La voce alle sue spalle la colse di sorpresa e lei sobbalzò come quando, da bambina, veniva puntualmente scoperta con il naso tra i regali. La mamma posò un vassoio sul tavolo e Catia riconobbe il familiare e dolcissimo aroma del cioccolato con una punta di cannella. “E adesso sono sicura che tirerai fuori dal nulla un cd con Jingle Bells”. La mamma sorrise e aprì un cassetto pieno di dischetti con le copertine colorate. “Scegli le canzoni che preferisci”. Catia iniziò a scorrerli uno ad uno, c’erano tutte le sue canzoni preferite, quelle che ogni anno cantava in piedi sulla sedia a capotavola, sperando di guadagnare qualche monetina con cui comprare le sue caramelle preferite.
L’ultimo cd rivelò una piccola pietra tonda, che un tempo doveva essere stata rossa, ma ora era piuttosto sbiadita, con un ghirigoro dorato che assomigliava ad un alberello. “E questa?”, domandò. La mamma finse di lanciarle un’occhiata distratta. “Oh quella”, disse, “È il primo lavoretto di Natale che facesti a scuola… dovevi avere quattro o cinque. Eri così fiera della tua pallina! Era il primo addobbo che dovevamo appendere e l’ultimo che potevamo togliere e poi…”. E poi Catia ricordò di quanto fosse stata orgogliosa di quel lavoro che, nella sua immaginazione di bambina, era una pallina per l’albero di Natale, uguale a quelle che la mamma, per la prima volta, quell’anno le aveva lasciato appendere da sola. “Direi che possiamo cominciare ad addobbare”, disse allora la ragazza stringendo il sasso colorato e correndo ad aprire lo scatolo con le sfere vellutate della sua infanzia.
Le palline natalizie rosse e vellutate del cuore
Le feste sono arrivate improvvise e ci hanno donato un bacio soffice e delicato che, per l’emozione, fa avvampare di rosso le guance. I Baci di Stella sono la sorpresa di un vecchio ricordo sopito che torna alla mente dopo tanto tempo e, una volta che ha abbracciato il cuore, non ne vuole più sapere di andar via. Sono l’entusiasmo, perché finalmente è arrivato il tempo di stare insieme, e il desiderio di far festa espresso sotto un alberello che scintilla di luce dorata e avvera un sogno che, onda dopo onda, fino alla cima sottile, si disegna nel nostro cuore quando viene sfiorato proprio dal Bacio di quella Stella a cui abbiamo alzato gli occhi esprimendo un desiderio.
| Materiale | Polistirolo |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Diametro | Ø 9 cm |
| Effetto | Velluto |
| Contenuto set | 6 palline |
