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Sulla bella tovaglia bianca con le paillettes rosse erano comparse le ghirlande con le bacche e le pigne e a forma di gnometti con il cappello rosso a punta e il naso tondo. Eppure Gioia non riusciva a guardare altro che la crostata al cioccolato piena di zucchero filato, posata su un vassoio in attesa che si raffreddasse, quasi pronta per essere decorata con dei rametti di agrifoglio dalle bacche rosse. Non poteva assaggiarne neanche un pezzetto, era la crostata per la colazione di Natale! Anche se quel profumino era davvero invitante… la ragazza rimise le cuffie e alle orecchie e uscì rapidamente dalla cucina.
Fabrizio si fermò sulla soglia della porta della cucina, indeciso se bere un bicchiere di latte o mettere a bollire l’acqua per il tè, anche se cominciava a farsi strada un languorino. “So a cosa stai puntando!”, si sentì gridare alle spalle e sobbalzò colpendo un ramo dell’albero addobbato e facendo cadere una pallina rossa piena di paillettes. Il papà, appena entrato in cucina, lanciava occhiate ammiccanti alla crostata sul tavolo. “Non l’avevo neanche vista”, mentì il ragazzo, “Lo sai, non vado matto per il cioccolato”, ma lo seguì e gli rimase alle spalle mentre, spatola alla mano, si stava per tagliarla per assaggiarne un pezzetto. “Fermi voi due!”. Colti con le mani nel sacco, come al solito, si voltarono verso la mamma che li fissava severa sulla soglia della porta. Tra le mani aveva la pallina caduta, tutta piena di raggi di paillettes che sembravano quasi danzare, incontrandosi, sulla superficie vellutata della sfera. “Non siete granché come ladri di dolci sapete? Dovreste essere più discreti!”. E i due non poterono fare altro che battere in ritirata.
Ma erano passate appena un paio d’ore che dalla cucina arrivò un sospiro. Gioia era di fronte al tavolo e un’abbondante fetta di crostata mancava, al suo posto solo i rametti di agrifoglio un po’ innevati per lo zucchero. “Sei stato tu…”, brontolò al fratello, “Adesso mamma darà la colpa a me, perché mi piace il cioccolato, e prima ho anche rinunciato a tagliarne una fetta!” “Questa volta non è colpa mia!”, protestò lui, “Chiedi a papà, lui la voleva”. Dal salone, intanto, dove i tre sapevano che la mamma sedeva in poltrona con il giornale, non arrivava alcun rimprovero. Si affacciarono guardinghi. Lei era seduta in poltrona, la sua preferita, quella accanto all’albero, con una tazza di tè fumante sul tavolino. L’occhio di Fabrizio cadde su una macchiolina bianca tra le paillettes sulla superficie vellutata di una delle sfere rosse. “Ma è… è zucchero a velo!”, esclamò. Guardò incredulo la mamma. In quel punto lei era l’unica a sedersi. “Ne ho offerto una fetta a Babbo Natale”, rispose tranquilla, “E l’ha molto apprezzata”.
Le sfere natalizie rosse vellutate di paillettes che si velano di sorpresa
Un nuovo giorno di festa è sorto, uno in meno a Natale. Tra la brezza fredda, che arrossa le guance, l’atmosfera si riempie di un profumino delizioso che sa di un sorriso condiviso e di un abbraccio caldo e intanto una voce, la voce stessa del nostro cuore, ci sussurra due paroline magiche… è Natale. Le sfere Magic Author Words, ammantate dal velluto dell’abito rosso di Santa Claus, sono proprio quei sussurri magici che ci fanno capire che è tempo di far festa. E, mentre il cuore palpita un po’ più forte, si coprono dei battiti vivaci che diventano scie luminose che si incontrano, si intrecciano, si avvicinano. È Natale… gridiamo queste Magic Words a tutti.
| Materiale | Polistirolo |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Diametro | Ø 9 cm |
| Effetto | Velluto |
| Contenuto set | 6 palline |
