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‘Devo fare goal! Devo fare goal!’. Il piccolo Boris era concentrato al massimo, con il pallone davanti ai piedi e i pugni stretti, e stava studiando attentamente il suo avversario, il fratello Daniele, mentre si spostava da una gamba all’altra e lo fissava a sua volta. Poi però la vibrazione del cellulare in tasca lo distrasse, solo per un paio di secondi, per Boris fu sufficiente e tirò con tutta la forza che aveva nelle gambe. Non aveva calcolato che giocare a calcio con le pantofole imbottite a forma di pupazzo di neve rendeva piuttosto difficile calcolare la traiettoria del pallone e quello, infatti, invece di volare verso le mani tese di Daniele, finì dritto contro l’albero addobbato.
I due fratelli chiusero gli occhi e contarono silenziosamente fino a dieci. Quante volte la mamma aveva detto loro di non giocare a pallone in casa? Boris già immaginava l’albero distrutto, con qualche ramo addirittura spezzato e le palline ovunque. Aprì piano piano prima un occhio, poi l’altro. A parte qualche aghetto a terra, il suo tiro sembrava non aver causato danni. “Hai fatto cadere una pallina”, gli sussurrò Daniele. Boris si tuffò sotto l’albero a raccogliere una sfera verde scuro ricoperta di velluto e da una rete di sottili scie dorate che si intrecciavano l’una all’altra. “Ops!”. Era delle palline preferite della mamma, che infatti lei appendeva sempre sui rami alti dell’albero, decisamente fuori dalla portata dei bambini. O almeno così credeva. “Dai a me, ci penso io”, disse all’improvviso Daniele e sorprese il fratellino nascondendo la pallina caduta nella cassetta postale accanto alla porta e assicurandosi che lo sportellino fosse ben serrato. “La posta di Babbo Natale è per noi. Qui non la troverà mai!”, esclamò sicuro di sé e fiero per quell’idea. E nei giorni successivi, per una tana scoperta con entusiasmo a nascondino o per una fugace ma accesa discussione sui regali, nella cassettina delle lettere finirono per nascondere altre sfere. “Shhh”, si sussurravano.
Boris guardò a destra, Daniele a sinistra. In casa non c’era nessuno quella mattina, l’ideale per disputare la partita che avrebbe decretato il campione di quel festoso torneo, e il bambino aveva addirittura tolto le pantofole per assicurarsi di non colpire più l’albero. Ma anche l’emozione giocava brutti scherzi e il tiro decisivo, dopo aver sorvolato l’albero come una cometa, finì dritto dritto sulla cassettina di Babbo Natale che si rovesciò liberando il suo prezioso contenuto. Sotto gli occhi attoniti della mamma appena rincasata.
Le sfere di Natale verdi avvolte dalle stelle che liberano la gioia
Basta un attimo per ritrovarsi uniti più mai e, dalla condivisione dell’entusiasmo e della voglia di festa, nasce l’emozione più forte che sia. Quell’emozione è Royal Leaves,l’abbraccio travolgente di chi finalmente esaudisce la speranza di stare insieme dopo tanto tempo, una carezza calda e vellutata che trasforma quell’emozione in un ricordo scolpito nel tempo, ammantato da una rete di sottilissime code di comete dorate custodi di desideri. A Natale basta davvero un attimo per emozionarsi.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Verde Scuro |
| Diametro | Ø 8 cm |
| Effetto | Velluto |
| Contenuto set | 6 palline |
