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Disordinato e ritardatario com’era, in famiglia ormai nessuno si stupiva delle bizzarrie di zio Donato, né degli outfit colorati, né dei regali, quasi sempre sbagliati, che portava a tutti e che dava con talmente affetto e calore che nessuno riusciva ad arrabbiarsi. Tranne sua nipote Sara che non aveva proprio apprezzato i jeans a zampa di elefante considerandoli decisamente fuori moda.
“Sono arrivato!”, esclamò entrando in casa e colpendo la spalla di uno schiaccianoci accanto alla porta, facendolo quasi cadere. “Ce ne siamo accorti”, rispose la sorella, correndo a reggere il soldatino. Zio Donato fu accerchiato dai nipotini e finse di frugare le tasche, in cerca di qualcosa che però sembrava non riuscire proprio a trovare. Tirò fuori le chiavi dell’auto, le chiavi di casa, il portafogli e un paio di foto ripiegate e li posò nel primo posto che ebbe a portata di mano, un sottopiatto rosso sulla tavola già apparecchiata. “Oh eccole qui!”, esclamò, rivelando tra le mani mucchi di caramelle e lecca lecca. “E che cos’altro hai?”, chiese Giulietto. “Fammi pensare…”, lo zio si finse indeciso, ma poi aprì un grande tascone sulla pancia della felpa e, agitando le dita per creare mistero, rovesciò scontrini, una cartolina, degli ovetti di cioccolata un po’ sciolti e un pacchetto di biglie. “Uh giochiamo!”.
“Tutti a tavola!”, chiamò la mamma. I bambini si precipitarono seguiti dai nonni e dagli altri e a zio Donato non rimase che accomodarsi nell’unico posto rimasto libero, continuando però a guardare i bambini ai quali stava raccontando di aver volato sulla slitta di Babbo Natale. I piatti con gli antipasti cominciarono a riempire la tavola ma, arrivata a lui, la sorella lo saltò. “Cosa? Come… l’avete vista tutti! Mi fa ancora i dispetti come quando eravamo bambini!”. Lei sospirò. “E come faccio a posare il piatto, dimmi un po’...”. Solo allora tutti si accorsero del sottopiatto ancora ingombro di scontrini, caramelline e chiavi. Lui scoppiò a ridere e rovesciò tutto il contenuto di nuovo nella tasca della felpa. La sorella lo guardò. “Ti toccherà comunque aspettare il prossimo giro!”, rise.
Il piatto rosso che riscalda l’atmosfera
A Natale un pensiero si illumina, come la fiammella di un camino, prende forma e si colora di attesa. I sogni non si esprimono ad alta voce, ma si intuiscono dagli sguardi che brillano, dai sorrisi, calorosi dai piccoli gesti affettuosi, che si specchiano sul sottopiatto Cuore di Elfo. È il riflesso sul volto di chi rivede un caro amico, il calore che si sprigiona quando si condivide una tavola, una risata, una fetta di qualcosa di buono. E mentre il fuoco del camino arrossa le pareti e i cuori, tutto ciò che conta è un abbraccio.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 19 cm |
| Profondità | 1 cm |
| Altezza | 19 cm |
