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Elide era molto orgogliosa della sua tavola apparecchiata con gusto impeccabile. Finì di disporre le posate argentate, ordinatamente, ai due lati dei piatti, poi ravvivò i rami della ghirlanda al centro della tovaglia e sedette a capotavola, concedendosi qualche minuto prima di accendere le candele profumate alla vaniglia. Mancava poco all’inizio del pranzo di Natale.
Il campanello suonò una prima volta, poi un’altra ancora e ancora. La casa si riempiva velocemente di voci e risate, di sciarpe e berretti colorati e del tintinnio dei bicchieri che si incontravano per i brindisi. Ognuno aveva qualcosa da raccontare, una storia che aveva conservato per condividerla con chi non vedeva da tempo, in attesa del momento di aprire i regali. Elide arrivò con un grosso vassoio ancora coperto che posò al centro del tavolo e immediatamente Lily e Matteo corsero ad arrampicarsi sulle sedie. Il bambino cercò di prendere una forchetta, ma la mamma lo fermò. “Oh tesoro, aspettiamo che ci siano tutti, ti va?”. Il bambino rimise in ordine la posata. Ma subito fu raggiunto dal nonno, che lo imitò prendendo un forchetta e, facendogli l’occhiolino, prese un’oliva. Il bambino colse l’incoraggiamento. “Aspettiamo gli altri…”, provò ancora Elide. Ma intanto anche Lily si era seduta e stava raccontando alla zia della sua fantastica recita scolastica. “Io ero l’elfa, mentre Ludovico faceva lo gnomo e dovevamo attraversare il ponte sul fiume per andare al Polo Nord, così…”, si guardò intorno, prese un cucchiaio e una forchetta e iniziò a farmi camminare attraverso il piatto. A quel punto zio Carmine, con un coltello tra le mani, tamburellò contro un calice di cristallo per richiamare l’attenzione. “Buon Natale a tutti, il pranzo è ufficialmente cominciato”. Rimise il coltello al suo posto, sotto lo sguardo contrariato della sorella, ma intanto il piccolo Giacomo era riuscito a far aderire il cucchiaino per il dolce al suo naso e lo teneva in equilibrio esibendolo a tutti. “Guardate, sono una foca bianca del Polo Nord!”. Elide sospirò, ma ora sorrideva. Che Natale era senza divertimento?
Le posate natalizie argentate su cui si incontrano mani che desiderano stringersi
Ad ogni Natale c’è una luce che brilla più intensa e illumina il cielo stellato, si colora dei giochi delle lucine sugli abeti, riflette l’attesa dei raggi della luna che si affaccia pian piano ad accogliere la slitta che presto compirà il suo magico viaggio. E si specchia, quando arriva dalla felicità che esprime l’animo, nelle posate Alimony Spell. La forchetta dai rebbi rigidi, il coltello affusolato, cucchiaio e cucchiaino a forma di goccia, tutti del colore argentato di quella luna alta e carica di magia, sono lisci e rilucono dei sorrisi che in essi si specchiano. Attendono qualcosa di buono che sta per arrivare. E lo condivideranno intorno alla tavola vestita a festa.
| Materiale | Acciaio Inox |
|---|---|
| Colore | Argento |
| Plus | Lavabile in Lavastoviglie |
| Contenuto set | 6 forchette - 6 coltelli - 6 cucchiai - 6 cucchiaini |
| Larghezza posate | Cucchiaino: 3 cm, Cucchiaio: 4 cm, Forchetta: 2 cm, Coltello: 2 cm |
| Lunghezza posate | Cucchiaino: 13 cm, Cucchiaio: 20 cm, Forchetta: 20 cm, Coltello: 22 cm |
| Utilizzo | Per 6 Persone |
