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“Addobbiamo! Addobbiamo!”. “Evviva, è arrivato Natale!”. Il vociare dei gemellini era un po’ fastidioso per Celeste che, sentendo il rumore degli scatoloni degli addobbi portati su e giù per le scale, sbattè la porta della sua cameretta e si sdraiò sul letto alzando il volume delle cuffie. Qualcuno bussò alla porta. “Vieni a fare l’albero con noi?”, le domandò la piccola Priscilla, poi la informò, “Mamma ha detto che dopo possiamo fare i biscotti con le formine degli omini e che tu ci aiutavi perché sei brava”. Celeste la guardò con un sospiro. “Dopo, non vedi che adesso sto studiando? E poi è presto per fare l’albero… dicembre è entrato appena adesso…”. “Ma è bella la casa addobbata”, ribatté la bambina, chiudendosi la porta alle spalle.
La risposta della sorellina le ricordò un po’ quella che, anni prima, era stata proprio lei a dare la mamma che le chiedeva perché mai volesse addobbare l’albero già a fine dicembre. E quanto le piaceva mettere le luci tra i rami, era attentissima ad avvolgerle tra gli aghi perché non cadessero, anche se il divertimento massimo era appendere tutte quelle belle palline decorate. Si stese sul letto a pancia giù, sfogliando il suo libro. Dal salone sentiva le risate dei fratellini e i loro bisticci su dove posizionare Babbo Natale e gli schiaccianoci. “Babbo Natale sotto l’albero e i due schiaccianoci ai lati della porta… Facile, no?”, borbottò a voce bassa. Il fatto è che si sentiva troppo grande per quei film commoventi in cui Santa Claus aiutava sempre i protagonisti a realizzare i loro desideri e anche per la cioccolata calda e per i biscottini e per i regali sotto l’albero.
Certo, però che bello che era scartare il pacco con la curiosità che palpitava e… Celeste aprì gli occhi, doveva essersi addormentata con il viso tra le pagine del libro. Dal salone non le arrivava più alcun rumore… che avessero già finito? Poi, sulla scrivania, notò una tazza rossa e bianca: era l’abito di Babbo Natale, con la cintura nera in vita e la base a forma dei suoi stivali, dalla quale arrivava un profumino delizioso e un po’ si vergognò di aver risposto tanto male alla sorellina. Accanto alla tazza fumante c’era un bigliettino. “Bevimi”, poi più in basso, “Dopo facciamo i biscottini?”. “Certo”, disse a bassa voce. Ma prima bevve un sorso di cioccolata.
La tazza di Natale a forma di abito di Santa Claus piena di spirito festoso
A Natale manca poco ormai e l’atmosfera è sempre più carica dei profumini squisiti che le feste portano con sé e che fanno venir di voglia di festeggiare. Ecco perché ci vuole un carico di spirito natalizio e chi meglio di Santa Claus per questa missione? La tazza Chocolate Santa Suit, infatti, è proprio il suo amato abito, quello che indossa quando è giunto finalmente il momento di consegnare i regali. Sulla giacca rossa, il colletto bianco è una farcitura di panna ondulata appena uscita dalla sac a poche che arriva fino ai piedi, mentre la vita tondeggiante e voluminosa della tazza è ornata dalla cintura nera con una stella dorata per fibbia e un candy cane come manico. Chocolate Santa Suit si posa su stivaletti neri tondi abituati a sorreggere carichi buoni e dolci: e il bello è che non si esauriscono mai.
| Materiale | Ceramica |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Larghezza | 10 cm |
| Profondità | 10 cm |
| Altezza | 14 cm |
| Capacità | 340 ml |
