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Irene abbracciò le sue bambole dal visino di porcellana e poi iniziò a pettinare loro i capelli. Aveva chiamato Clara quella bionda, perché le ricordava il personaggio nel racconto di Heidi, e Lorenza quella bruna, in onore della sorella maggiore che a volte legava i capelli in due trecce ai lati del viso. Al duo si unì anche Iole, la più anziana del gruppo, un regalo di Babbo Natale di ben due anni prima, con l’abitino celeste e i capelli rossi e riccioluti. Era quasi metà mattina e Irene, seduta al tavolino del tè, aveva accomodato le bambole intorno a sé e stava chiedendo loro come avessero trascorso le feste. “E tu signora Iole”, diceva, “Cosa hai fatto a Natale?”. “Oh io mi sono divertita un sacco a pattinare sul ghiaccio”, rispondeva con una vocina acuta, “E tu signora Clara?”.
Un languorino cominciava a farsi sentire. “Che ne dite se preparo il tè?”, domandò la bambina alle bambole e tutte furono d’accordo che fosse proprio l’ora del té. Allora corse in cucina e prese dalla tavola il vassoio rettangolare con i disegnini delle ghirlande e il fiocco rosso, ci mise sopra un piattino con i biscotti al cioccolato, uno con i biscotti a limone, uno con delle fettine di panettone, uno con i marshmallow e un altro ancora con un po’ di frutta secca avanzata dal pranzo del giorno prima. Le sue amiche avevano gusti difficili e molto diversi tra loro! “Dove vai con quel vassoio?”, le chiese il fratello Guido, incontrandola in salone mentre andava verso il corridoio, ma la bambina non gli rispose, impegnata com’era a pensare alla sua tavola. “Mi rispondi? Hey!”, brontolò il fratello che alla fine, incuriosito, la seguì e trattenne un sorriso quando la vide posare il vassoio al centro del tavolino glicine, tra le bambole. “Tu cosa vuoi signora Lorenza? I biscotti al cioccolato? E tu signora Iole? Oh mi dispiace, non ci sono muffin, ma ieri la signora Mamma ci ha portato del panettone assolutamente delizioso”.
Il ragazzo prese posto sull’ultima sediolina libera, cercando di mantenersi in equilibrio perché era molto piccola per lui. La sorellina continuava ad ignorarlo, nonostante lui tossisse e alzasse la mano. “Sì signor Guido, cosa desidera?”, disse alla fine, “Questo è un incontro tra la ragazze…”. “Posso avere i biscotti al cioco… ohh”, e scivolò dalla sedia cadendo sul pavimento, urtando con il ginocchio il tavolino e facendo volare il vassoio. Tutti i piattini scivolarono, ma rimasero sul tavolino, mentre il vassoio cadde, vuoto, tra le mani di Guido. “Come vede i biscotti sono finiti”, disse Irene ridendo allegramente, “Ma può riportare il vassoio in cucina alla signora Mamma. Grazie per essere passato a trovarci”.
Il vassoio natalizio carico di ghirlande e buonumore
Gli occhi che brillano si aprono su una bella mattina di sole e di festa e tutto ciò che il cuore desidera è un abbraccio caloroso e ancora un’altra emozione da condividere per poter costruire un magnifico ricordo da conservare con cura nel tempo. C’è gioia nell’aria, c’è voglia di far festa e di lasciar arrivare alle labbra quel desiderio tanto a lungo custodito: è tutto nel vassoio Bahir Garland Party, il vassoio della gioia lieta che fa sbocciare tante ghirlande smeraldine piene di piccole pigne e fiocchi rossi dalle ali di farfalla e dalle lunghe code di aquilone. Come verdi sussurri di festa ci augurano ‘Merry Christmas’, ‘Buon Natale’, più e più volte così che non si possa dimenticare mai.
| Materiale | PVC |
|---|---|
| Colore | Oro |
| Larghezza | 34 cm |
| Profondità | 24 cm |
| Altezza | 3 cm |
