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Il piccolo Ethan varcò di corsa la soglia di casa, tolse le scarpe, tornò indietro e, con i calzettoni rossi pieni di ricami di renne in volo, si fermò sullo zerbino e salutò il Babbo Natale dalla barba lunga e fluente che tanto gli piaceva, un po’ perché aveva un’espressione tenera e allegra, un po’ perché il bambino era convinto somigliasse incredibilmente al nonno.
Mancava poco a Natale e la to do list di Ethan era quasi completamente esaurita. “Guardare Polar Express, fatto. Addobbare la cuccia di Lilli, fatto. Bere cioccolata calda, fatto. Mandare la letterina a Babbo Natale, super fatto!”. Quell’anno il bambino era particolarmente felice perché, per la prima volta, era riuscito a scrivere la sua piccola missiva tutto da solo, anche se con una grafia incerta che usciva dalle righe, e forse con qualche errorino di grammatica, ma era sicuro che Babbo Natale l’avrebbe apprezzato lo stesso. Gli aveva raccontato delle sue giornate, dei bisticci con il fratello e di come lui lo perdonasse ogni volta e anche di quanto i suoi baffi e la lunga barba riccioluta gli facessero pensare a nonno Domenico, senza dimenticare di ricordargli quanto desiderasse un pallone da calcio per giocare con i suoi amici. “Mamma! Ecco cos’ho dimenticato!”, gridò all’improvviso, “I biscotti per Babbo Natale! Tutti i miei amici gli lasciano un bicchiere di latte e qualche biscotto e…”. Ma la mamma lo rassicurò mostrandogli un bel vassoio rosso pieno di cookie fragranti e profumati con le gocce di cioccolato. Ethan lo prese dalle sue mani talmente in fretta che quasi fece cadere i biscotti e, invece di posarlo sotto l’albero, sorprese tutti aprendo la porta e posando il piatto accanto al bel viso di Babbo Natale sullo zerbino.
Le scale che tremavano la mattina di Natale annunciarono l’arrivo di un emozionato Ethan che si fiondò sotto l’albero a gran velocità. Ma la sua corsa si arrestò di colpo ai piedi dell’abete e improvvisamente un’espressione di delusione gli intristì gli occhietti luminosi. La mamma lo notò e ne intuì subito la ragione. “Babbo Natale è proprio un golosone…”, iniziò, “Stamattina ho trovato un bel po’ di bricioline di biscotto accanto alla porta e non capivo proprio come fosse possibile…”. Tanto bastò per ridare ad Ethan il sorriso e subito corse a spalancare la porta. “Wow!”, gridò, saltellando per la gioia, “Il mio pallone!”.
Lo zerbino natalizio con Babbo Natale che accoglie ed esaudisce i sogni
Santa Claus ha sempre un sorriso allegro e dolcissimo che gli fa brillare gli occhi e arrossare le guance, proprio come capita ai suoi grandi e piccoli amici che lo aspettano nella notte più magica dell’anno con un desiderio a scaldargli il cuore. Santa lo sa ed è per questo che sullo zerbino rosso Santa Claus Jolliness, sotto la più candida delle nevicate, è venuto a trovarci e a dirci che i sogni alla fine si avverano. Ce lo dice con le gote arrossate dall’emozione, gli occhi teneramente socchiusi e una nuvola bianca che gli incornicia il visino e scende fluente oltre le spalle, tanto abbondante che gli copre l’abito. Tra le labbra nascoste dai baffi si leva un sussurro, Merry Christmas, vergato con lettere rosse e tondeggianti: è la voce con cui ci saluta e con la quale viene a dirci che ha un pensiero per noi. Non possiamo fare altro che accoglierlo con gioia.
| Materiale | Fibra di Cocco |
|---|---|
| Colore | Rosso |
| Tocco dell'Elfo Mastro | Base in pvc antiscivolo |
| Forma | Rettangolare |
| Larghezza | 60 cm |
| Profondità | 40 cm |
| Altezza | 2 cm |
